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Caffaro: si estende l'inquinamento da PCB e diossine

Proseguono negli anni 2003 e 2004 le indagini e si precisa sempre più la dimensione del disastro ambientale che ha colpito la porzione sud-ovest della città di Brescia (circa 20-25 mila abitanti): anzi, si scopre che la contaminazione, ovviamente, non ha rispettato i confini amministrativi e a sud, trascinata dalle rogge, ha toccato anche il comune di Castelmella, fino a dove le rogge stesse si immettono nel fiume Mella. Il Comune tenta di sottrarsi ai doveri della bonifica commissionando un'analisi di rischio che eleverebbe i livelli accettabili dei PCB nei terreni di 290 volte: l'operazione viene bloccata dall'intervento critico di tecnici e scienziati indipendenti [CaffaroAnalisiRischioPCB2004].
Di conseguenza le Ordinanze del Sindaco di Brescia di interdizione a qualsiasi uso dei suoli si estendono a Chiesanuova (Ordinaza 2) e alla Noce - Fornaci (Ordinanza 3) [CaffaroSitoOrdinanze]
Vengono compiute anche le prime indagini epidemiologiche, che, nonostante limiti intrinseci, evidenziano rischi per la salute.
[Caffarofebbraio2005.pdf]