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"Caso Caffaro" 

Record di diossine nel sangue

Grave inquinamento dei terreni agricoli e della falda  

C'è un responsabile?


Il 9 giugno 2007, a Brescia, il convegno nazionale di Medicina Democratica, Il ruolo delle popolazioni autoorganizzate nella tutela della salute e dell'ambiente, è l'occasione per fare ulteriormente il punto sullo stato delle indagini e sulle problematiche tuttora aperte nel "caso Caffaro".
Il dottor Celestino Panizza presenta in particolare una relazione  sui dati,  fino ad allora non resi pubblici, relativi alla presenza delle diossine nel sangue dei bresciani: in generale si riscontrano concentrazioni importanti che raggiungono nei cittadini più direttamente contaminati livelli elevatissimi, mai registrati in altre parti, neppure a Seveso (CaffaroSangueDiossine.pdf).
Inoltre viene evidenziato come la contaminazione attraverso le rogge abbia investito tutti i terreni agricoli a sud della Caffaro, coltivati fino al 2007, ed anche la falda sottostante Brescia con effetti indesiderati sulla stessa acqua potabile (CaffaroFalda.pdf).
Infine viene affrontato anche il tema controverso delle responsabilità della Caffaro rispetto all'inquinamento in questione (CaffaroResponsabilità.pdf).
Sul tema delle responsabilità va segnalato un fatto di straordinaria rilevanza: il Pubblico Ministero dopo anni di istruttoria aveva chiesto l'archiviazione alla quale si erano opposti il Comitato popolare e Legambiente (purtroppo non il Comune di Brescia, principale danneggiato!); ebbene il Gip ha rigettato la richiesta del PM indicando gli aspetti più rilevanti su cui va ripresa e approfondita l'indagine: diossine, inquinamento acque, tumori (CaffaroGipOrdinanza.pdf).
L'8 aprile  2008 è stata presentata
dall'avv. Gianluigi Bezzi ai PM, che stanno proseguendo le indagini per conto della Procura,  una memoria tecnica sui punti indicati dal Gip,  predisposta da alcuni esperti del Comitato popolare contro l'inquinamento zona Caffaro: l'ingegnere Roberto Carrara, il dottor Luigi Mara, il dottor Celestino Panizza e il professor Marino Ruzzenenti.
Uno dei punti che sta emergendo con particolare rilevanza è indubbiamente quello relativo agli impatti sanitari del disastro ambientale in questione (
CaffaroTumori.pdf), anche se gli studi al riguardo vanno ulteriormente sviluppati e approfonditi.