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"Caso Caffaro 2008"Record di diossine nel latte maternoUn'analisi di rischio inadeguataL'Asl di Brescia al solito minimizza i rischi per la salute umanaQuesto studio conferma una contaminazione del sangue dei bresciani che non ha confronti, né con il "caso Seveso", né con il "caso Taranto", di recentissima attualità (CaffaroDiossineSangueSevesoTaranto.pdf). Ancora più allarmante il dato sulle diossine nel latte materno, non solo per il livello elevatissimo, (dieci volte superiore rispetto ad altre situazioni, pure interessate da inquinamento, come Caserta), ma anche per la gestione della vicenda da parte delle strutture sanitarie locali (CaffaroDiossineLatteMaterno.pdf). Per quanto riguarda la Relazione generale dell'Asl di Brescia, vengono qui pubblicati i dati ufficiali sulle diossine nell'aria ambiente di Brescia e, per la prima volta, quelli sulle diossine nel latte della zona esterna al "sito Caffaro", questioni che abbiamo già ampiamente trattato in altra parte del sito e a cui si rinvia (DiossineLatteAriaInceneritore.pdf). La novità, forse più rilevante, anche per la sua gravità, è l'analisi di rischio effettuata dall'Istituto superiore di sanità che, ad un'analisi critica fondata sui dati di realtà dell'inquinamento presente nel "sito Caffaro", risulta del tutto fuorviante, inutile se non dannosa (CaffaroAnalisiRischio.pdf). Le conclusioni dell'Asl, infine, sono tese, ancora una volta, a minimizzare la gravità della situazione ed i rischi per la salute umana come rileva in una sua nota il dottor Celestino Panizza (CaffaroRelazioneAslPanizza.pdf). Del resto dobbiamo sempre ricordare che gli operatori sanitari incaricati a Brescia di evidenziare i danni alla salute del "caso Caffaro" sono gli stessi che fino al 2001 non si erano accorti di nulla e avevano ignorato del tutto il disastro ambientale prodotto dalla Caffaro. |