HOME CHI SIAMO STATO DELL’AMBIENTE I “CASI” DIDATTICA LINK NEWS

"Caso Caffaro 2008" 

Record di diossine nel latte materno

Un'analisi di rischio inadeguata

 L'Asl di Brescia al solito minimizza i rischi per la salute umana



Nel settembre del 2008 viene pubblicata una nuova Relazione generale dell'Asl di Brescia e del Comitato scientifico insediato nel 2001 per studiare il "caso Caffaro" (http://www.aslbrescia.it/asl/bin/index.php?id=1621) e sulla rivista internazionale Chemosphere viene presentato uno studio con i dati sulle diossine nel sangue, rapportati al grasso in modo da essere confrontati con altri in letteratura e, assoluta novità, le concentrazioni di diossine nel latte materno (CaffaroDiossineSangueChemosphere.pdf).
Questo studio conferma una contaminazione del sangue dei bresciani che non ha confronti, né con il "caso Seveso", né con il "caso Taranto", di recentissima attualità
(CaffaroDiossineSangueSevesoTaranto.pdf). Ancora più allarmante il dato sulle diossine nel latte materno, non solo per il livello elevatissimo, (dieci  volte superiore rispetto ad altre situazioni, pure interessate da inquinamento, come Caserta), ma anche per la gestione della vicenda da parte delle strutture sanitarie locali (CaffaroDiossineLatteMaterno.pdf).

Per quanto riguarda la Relazione generale dell'Asl di Brescia, vengono qui pubblicati i dati ufficiali sulle diossine nell'aria ambiente di Brescia e, per la prima volta, quelli sulle diossine nel latte della zona esterna al "sito Caffaro", questioni che abbiamo già ampiamente trattato in altra parte del sito e a cui si rinvia (DiossineLatteAriaInceneritore.pdf).
 
La novità, forse più rilevante, anche per la sua gravità, è l'analisi di rischio effettuata dall'Istituto superiore di sanità che, ad un'analisi critica fondata sui dati di realtà dell'inquinamento presente nel "sito Caffaro", risulta del tutto fuorviante, inutile se non dannosa  (
CaffaroAnalisiRischio.pdf).

Le conclusioni dell'Asl, infine,  sono tese, ancora una volta, a minimizzare la gravità della situazione ed i rischi per la salute umana come rileva in una sua nota il dottor Celestino Panizza (
CaffaroRelazioneAslPanizza.pdf).
Del resto dobbiamo  sempre ricordare che gli operatori sanitari incaricati a Brescia di evidenziare i danni alla salute del "caso Caffaro" sono gli stessi che fino al 2001 non si erano accorti di nulla e avevano ignorato del tutto il disastro ambientale prodotto dalla Caffaro.