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"Caso Caffaro 2009" 

La Snia mette in liquidazione la Caffaro

Secondo monitoraggio delle diossine nell'aria ambiente  

Urgente la bonifica della falda

Siglato l'accordo di programma, ma i fondi per la bonifica sono del tutto insufficienti 

E la bonifica parte male: la Magistratura sequestra

Il 2009 si apre con una notizia clamorosa: la Snia decide la messa in liquidazione della Caffaro e Brescia si ritrova con "una bomba ecologica" in mezzo alla città da gestire e col rischio di una contaminazione disastrosa della falda  (CaffaroLiquidazione.pdf).
A luglio l'Istituto superiore di sanità rende pubblici i risultati della seconda campagna di monitoraggio dei microinquinanti in aria ambiente. La Conferenza dei servizi del Ministero prescriveva che questa seconda campagna si effettuasse nel periodo più critico dell'inverno, gennaio-febbraio, mentre in realtà è stata realizzata quasi interamente in primavera. In ogni caso la situazione evidenziata è preoccupante (DiossineAriaBrescia2009.pdf).
A luglio viene reso noto anche il Decreto della Direzione del  Ministero dell'Ambiente sulle Determinazioni conclusive della Conferenza dei servizi decisoria del 26 giugno 2009: lo stato della falda e l'urgenza di una sua radicale bonifica sono le problematiche al centro delle decisioni ministeriali. Si ripropone il tema, drammatico per Brescia, di chi si farà carico di ottemperare alle prescrizioni di messa in sicurezza e di bonifica, nel caso malaugurato del venir meno del soggetto responsabile, cioè la Caffaro.(CaffaroFaldaBonifica.pdf).
Tra ottobre e novembre torna alla ribalta il "Caso Caffaro":
l'8 ottobre viene pubblicato l'accordo di programma (
CaffaroAccordoProgramma2009.pdf) che dovrebbe consentire di avviare nel giro di uno-due anni le prime bonifiche, anche se le risorse sono pochissima cosa; il 30 ottobre, in occasione della presentazione del libro edito dal Mulino su Industria, Ambiente e Territorio (CaffaroLibro2009.pdf) e di una lettura teatrale sulla storia della Caffaro (CaffaroTeatro2009.pdf), si discute pubblicamente del "caso Caffaro" (CaffaroDibattitoGdB2009.pdfCaffaroDibattitoBsO2009.pdf);
l'11 novembre la Commissione Ambiente della Regione, in visita alla Caffaro, constata l'assoluta insufficienza dei fondi stanziati per la bonifica (CaffaroBonificaGdB2009.pdfCaffaroBonificaBsO2009.pdf). 

E quando inizia la bonifica si scopre che le cose non vanno per il verso giusto: l'anno si chiude infatti con un'indagine della Magistratura che il 16 dicembre  sequestra il cantiere nei giardini di via Nullo e la cava di Manerbio dove viene ricollocato il terreno contaminato (CaffaroBonificaSequestroGdB2009.pdfCaffaroBonificaSequestroBsO2009.pdf).

La rivista on line "Focus" pubblica il "caso Caffaro" in Mostri permanenti: 10 tra i luoghi più contaminati d'Italiahttp://www.focus.it/natura/ambiente/speciali/L_Italia_contaminata_10_tra_i_luoghi_piu_inquinati_del_Bel_Paese_2811191606_661911182.aspx