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"Caso Caffaro 2012" 

Dopo oltre 10 anni, intollerabile lo scandalo della mancata bonifica

Nei primi mesi del  2012, dopo oltre 10 anni dalla "scoperta" della gravissima contaminazione da PCB e diossine, lo scandalo della mancata bonifica diventa sempre più intollerabile: i bambini non possono vivere relegati in casa e nelle aule scolastiche, per cui i cittadini non accettano più le inutili ordinanze semestrali del sindaco di interdizione all'uso dei suoli e si ribellano (CaffaroProteste2012); nel contempo viene presentata una denuncia alla Commissione dell'Unione Europea per inadempimenti al diritto comunitario (CaffaroUe2012.pdf), ampiamente ripresa dalla stampa(CaffaroUe2012stampa.pdf).

Nel frattempo 
recenti studi compiuti sulle popolazioni francesi e statunitensi certificano non solo l’eccezionale contaminazione dei cittadini del “sito”, ma anche le elevate  concentrazioni di PCB e diossine nella generalità dei bresciani, da oltre 2 a oltre 10 volte superiori  ai francesi e agli statunitensi (CaffaroPCBConfronto2012.pdf). 


Nuove conferme: a Brescia diossine da record 

                Confronti eloquenti con i siti di Gomorra della Campania,                  del petrolchimico di  Mantova e dell'Ilva di Taranto



Alcuni eventi sono l'occasione per utili confronti con altri siti "famosi" inquinati da diossine, Campania, Mantova e Taranto, confermando ulteriormente  l'eccezionalità del "caso Caffaro":
- per la Campania, la pubblicazione dello studio Sebiorec 
sui livelli d’accumulo di contaminanti organici persistenti nel sangue e nel latte materno in gruppi di popolazione delle Terre dei fuochi  della Gomorra di Saviano .(CaffaroBresciaCampania2012.pdf);
- per Mantova, la pubblicazione del libro di Paolo Rabitti,
Diossina: la verità nascosta, 2012 .(CaffaroBresciaMantova2012.pdf);
- per Taranto, 
lo scoppio del caso Ilva per iniziativa del Gip Patrizia Todisco  (CaffaroBresciaTaranto2012.pdf).


Nonostante i tentativi di rimozione, 

si riaccendono i riflettori sul "caso Caffaro"

Vengono presentate due integrazioni della denuncia alla Commissione dell'Unione Europea per inadempimenti al diritto comunitario (CaffaroUe2012Integrazione1.pdf; CaffaroUe2012Integrazione2.pdf), denuncia per la quale è stata aperta l'istruttoria (CaffaroUe2012Istruttoria.pdf).
Nel contempo la stampa locale e nazionale torna ad occuparsi del caso Caffaro, anche in relazione alla presentazione a Roma del Progetto Sentieri sugli impatti sanitari dei "siti inquinati di interesse nazionale" (Caffaro2012Corriere.pdf; Caffaro2012Sentieri.pdf; Caffaro2012Unita.pdf; Caffaro2012Settegreen.pdf )


Si ripropone il tema della bonifica

Dopo il solito scaricabarile, promesse preelettorali piccine piccine.

Tra settembre e novembre del 2012 si registrano contraddittorie  prese di posizione in tema di bonifica: sorprendente  e disarmante la dichiarazione del direttore dell'Arpa di Brescia per cui anche dopo 50 anni la situazione del sito Caffaro sarebbe la stessa (CaffaroBonificaArpa2012.pdf); tuttavia i cittadini del quartiere Chiesanuova, inquinato, chiedono alla Regione di intervenire per la bonifica dei terreni e della falda (CaffaroComitatoRegione2012.pdf); si assiste poi allo scaricabarile delle responsabilità tra Comune di Brescia, Regione Lombardia e Ministero dell'Ambiente (CaffaroBonificaComune2012.pdf;  CaffaroBonificaGdBs2012.pdf; CaffaroBonificaBsO2012.pdf); intanto i PCB arrivano a Capriano del Colle, a 13 km di distanza CaffaroCaprianoPCB2012.pdf); finalmente la Conferenza dei servizi decisoria partorisce il "topolino preelettorale", ovvero nulla per la bonifica, ma solo una manciata di spiccioli per gli agricoltori (CaffaroBonificaFasulla2012.pdf).
Viene presentata una terza integrazione della denuncia alla Commissione dell'Unione Europea per inadempimenti al diritto comunitario
(CaffaroUe2012Integrazione3.pdf).