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Comitato tecnico scientifico indipendente

Il Comitato tecnico scientifico indipendente, (formato dalla dott.ssa Simona Albini, geologa, Legambiente Franciacorta. dal dott. Edoardo Bai, medico del Lavoro Asl 2 Milano, Comitato scientifico di Legambiente, dal prof. Franco Berrino, epidemiologo, Istituto tumori di Milano, dall’ing. Roberto Carrara, "Medicina democratica", dal dott. Fabrizio Fabbri, biologo, direttore Comitato scientifico di Greenpeace Italia, dal dott. Luigi Mara, chimico, direttore di “Medicina Democratica”, dal dott. Celestino Panizza, medico del lavoro Asl Brescia, dal dott. Paolo Ricci, medico del lavoro Asl Mantova, Università di  Venezia e dal prof. Marino Ruzzenenti, storico) si riuniva a Brescia il 18 dicembre 2001, per una valutazione collettiva sul “caso Caffaro” e per formulare alcune indicazioni su come affrontarlo. In particolare, dopo aver rilevato l’eccezionale gravità dell’inquinamento da PCB e da diossine, “tali da ipotizzare la presenza di un rischio inaccettabile per la popolazione” il Comitato chiedeva alle Istituzioni un intervento urgente a “tutela della salute della popolazione”: “In altre parole, i terreni maggiormente inquinati debbono essere chiusi al pubblico e l'allevamento nelle zone sospette, sia di piccoli che di grandi animali, va per il momento proibito, così come la coltivazione di ortaggi, sia pure per uso personale”.

[CaffaroComitatoTecnico.pdf
[L’Asl ed il Comune di Brescia, sollecitati dal Comitato tecnico scientifico indipendente, finalmente assumevano la decisione richiesta a tutela della salute dei cittadini ed il 23 febbraio 2002 il Sindaco emetteva una prima ordinanza di interdizione all’uso dei suoli, ordinanza successivamente ampliata sia nei divieti che nell’estensione territoriale e reiterata ogni 6 mesi fino ad oggi]