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"Ma la terra dei fuochi no"

L'immondezzaio d'Italia, sì?

Nel corso del 2015 i media nazionali hanno lanciato diverse inchieste su "Brescia, terra dei fuochi del Nord", in cui raccontavano le devastazioni ambientali provocate dallo sversamento sui terreni di enormi quantità di rifiuti speciali.
Ciò ha suscitato a livello locale diverse reazioni di fastidio e disappunto, interpretate da un editoriale del direttore del "Corrriere della Sera - Brescia": Ma la terra dei fuochi no.
(TerradeifuochiNoCorriere2015.pdf)
Casualmente, stavamo lavorando ad una ricerca proprio sulla gestione dei rifiuti speciali nel Bresciano, ricerca che raccoglieva anni di attenzione al problema, che qui sotto riproponiamo.
Il dibattito sulla questione a Brescia è acceso: può essere dunque utile confrontarsi con i dati oggettivi. E' un lavoro
in progress, che ci ripromettiamo di completare, ma che ci sembra già utile per chiarire i termini reali di una situazione ambientale che risulta molto più degradata della Terra dei fuochi di Gomorra.
(TerradeifuochiBrescia2016.pdf)







La storia come l'abbiamo ricostruita nell'ultimo decennio.

Rifiuti: una "specializzazione" tutta bresciana 

che crea business, ma che fa male all'ambiente 

La provincia di Brescia può definirsi l'immondezzaio d'Italia: qui si producono grandi quantitativi di rifiuti urbani (50% in più della media nazionale); qui opera in piena città il più grande inceneritore d'Europa (800 mila tonnellate/anno); qui vengono importati enormi quantità di rifiuti speciali (circa 10 milioni di tonnellate/anno)  per il loro trattamento in siderurgia e in metallurgia (rottami), nell'inceneritore (urbani e speciali importati), nelle diverse piattaforme  specializzate (rifiuti speciali pericolosi e non) e, quindi, per la collocazione in discarica (rifiuti speciali pericolosi e non). 

Si può affermare che oggi la vera specializzazione produttiva dell'industria bresciana, insieme a quella delle armi, sia il trattamento dei rifiuti, come candidamente ha auspicato il responsabile energia di An on. Stefano Saglia (RifiutiSaglia.pdf). 

Questo imponente afflusso di rifiuti ha provocato e continua a provocare una devastazione ambientale che ancora attende di essere pienamente valutata nella sua reale dimensione: emissioni in atmosfera degli impianti di trattamento, inquinamento delle falde, compromissione dei terreni con la disseminazione di centinaia di tumuli di materiali contaminati nelle varie discariche, oggi "controllate", fino a poco più di vent'anni fa del tutto selvagge. Non si contano le "scoperte" fortuite di questi sgradevoli depositi del passato. Ciononostante si continua imperterriti ad aggiungere rifiuti a rifiuti, discariche a discariche, per poi far finta di stupirsi quando qualche magistrato, magari di Napoli,  come avvenuto ai primi di ottobre 2007, denuncia un traffico illecito di rottami/rifiuti pericolosi verso la siderurgia bresciana, "mascherati" da non pericolosi (RottamiPericolosiBrescia.pdf). "Il re è nudo", verrebbe da commentare, perché era da tempo a tutti noto quali rischi ambientali comportasse la filiera del recupero del rottame (RottamiPericolosiComunicato.pdf) e della collocazione in discarica della parte non ferrosa, il cosiddetto fluff (Fluff.pdf).

A Brescia ogni limite di compatibilità in questo settore è stato ampiamente superato, sia nel campo dei rifiuti urbani, sia in quello dei rifiuti speciali. Si deve invertire la rotta ed il nuovo Piano Rifiuti che la Provincia, approntato in bozza, a cavallo tra il 2007 e il 2008, varebbe dovuto definire una chiara prospettiva di fuoriuscita da questa "specializzazione" devastante per il nostro territorio. 

Ma oltre allo scandalo di un mega inceneritore che impedisce una corretta gestione dei rifiuti urbani, vi è il tema dei rifiuti speciali che richiedono sempre nuove discariche. Si è cominciato ad affrontarlo criticamente in un incontro a Calcinato (RifiutiPianoSpeciali.pdf), uno dei paesi, con Bedizzole e Montichiari,  della porzione orientale della provincia più devastata da discariche (al centro  la zona a sud di Brescia fino a Montirone, e ad ovest l'area di Ospitaletto, Travagliato e Franciacorta). A Montichiari Asm sta cercando di raddoppiare la Cava Verde, contrastata dalla Legambiente  (MontichiariViaOsservazioni.pdf). A Ospitaletto il Comitato locale ha raccolto nella primavera del 2007 circa 1.500 firme per chiedere una moratoria a nuove discariche (DiscaricheMoratoria.pdf).

Il 2 gennaio 2008, 19 Associazioni e Comitati ambientalisti che operano nel Bresciano hanno presentato le Osservazioni al Piano provinciale Rifiuti (2007-2016) e hanno organizzato, il 9 febbraio 2008, un Convegno pubblico aperto ai partiti, alle istituzioni, alle associazioni ambientaliste ed ai cittadini (OsservazioniPianoRifiuti.pdf).   Il convegno ha registrato una partecipazione numerosa ed attenta e ha visto la presenza di alcune classi di studenti degli istituti superiori. Sono intervenuti rappresentanti istituzionali, dei partiti e dell'associazionismo. Presentate due relazioni, una sui rifiuti urbani (RifiutiUrbaniConvegno2008.pdf) e una sui rifiuti speciali (RifiutiSpecialiConvegno2008.pdf).

In giungo 2008 torna caldo il tema delle scorie di fonderia che non si sa più dove interrare, ma che non possono assolutamente essere impiegate nei fondi stradali, discariche incontrollate per decine di chilometri (ScorieFonderia.pdf).

Nell'agosto del 2009 torna a riproporsi in tutta la Provincia il tema dei rifiuti speciali e delle discarichea Conicchio di Nave  la popolazione si ribella ad una piattaforma per il trattamento di rifiuti industriali in mezzo al centro abitato   (RifiutiSpecialiConicchio.pdf); a Brescia nel quartiere di San Polino i cittadini si oppongono ad una discarica di amianto (DiscaricaAmianto.pdf); a Rovato quattro Comuni dicono no ad una ventilata trasformazione di una cava dismessa in discarica (DiscaricaMacogna.pdf); a San Gervasio prosegue la giusta lotta dei cittadini organizzati nel Comitato Respiro libero contro l'ipotizzata piattaforma di rifiuti speciali Teresa, con una raccolta firme anche nei comuni vicini (RifiutiSpecialiSanGervasio.pdf)
Intanto siamo sotto schiaffo dell'Unione europea la cui Commissione, il 25 giugno 2009,  ha deciso di inviare all'Italia l'ultimo avvertimento scritto concernente le penalità che potrebbero esserle comminate se non intraprenderà azioni tempestive per chiudere e bonificare migliaia di siti illegali e incontrollati di smaltimento dei rifiuti nell'intero paesedi cui probabilmente decine nel Bresciano. Le vecchie discariche non si bonificano, in compenso se ne creano altre e altre ancora! (DiscaricheBonificaUe2009.pdf).
Nell'ottobre del 2009 
a Carzago di Calvagese della Riviera  si cerca di ampliare una discarica per rifiuti speciali, comprese scorie di fonderia, ma la popolazione si oppone (DiscaricaCalvagese.pdf). Nella zona di Montichiari, a Vighizzolo, la cittadinanza si organizza in un "Comitato Montichiari SOS Terra", per protestare contro le troppe discariche presenti sul territorio e il progetto di un grande impianto per incenerire l'amianto (www.montichiarisosterra.it).

Brescia, insomma, si conferma per i rifiuti speciali immondezzaio d'Italia, in competizione con la Campania: secondo gli ultimi dati dell'agenzia nazionale per l'ambiente, Ispra, relativi al 2005, la provincia di Brescia da sola ne produceva oltre un terzo di tutta la Lombardia, mentre nel 2006 ne tumulava in discarica il 75% di tutta la Regione (RifiutiSpecialiBrescia.pdf). 
Nonostante il territorio bresciano sia ormai soffocato da discariche, la Regione Lombardia all'inizio del 2010  commissaria il Piano provinciale rifiuti
(RifiutiPianoCommissariato.pdf) per rimuovere gli eccessivi vincoli sull'inceneritore e sul territorio da preservare da nuove discariche o piattaforme di rifiuti speciali: la Terza linea dell'inceneritore si aprirebbe ai rifiuti urbani, ammazzando la raccolta differenziata (RifiutiPianoDiffidaTerzaLinea.pdf), mentre si darebbe il via libera alle discariche di Borgo Stella a Castegnato e a quella di Macogna a Cazzago San Martino, nonché alla piattaforma Teresa a San Gervasio. La gravissima iniziativa della Regione ha suscitato a Brescia un coro di proteste (RifiutiPianoCommissariatoStampa.pdf).  Ma i Comuni interessati alla tutela del proprio territorio  non si scoraggiano e  trasformano in un Parco il sito della Macogna, in Franciacorta (DiscaricaMacogna2010.pdf)

Anche i rifiuti speciali rimangono al centro dell'attenzione nel corso del 2010. Particolarmente calda la "Vertenza amianto" che tocca Travagliato, Brescia San Polino e Vighizzolo di Montichiari: le popolazioni locali si oppongono giustamente a discariche e impianti di trattamento termico dell'Eternit (AmiantoVertenza2010.pdf). A Brescia gli abitanti di San Polino ottengono dal Tar di Brescia lo Stop alla discarica di via Brocchi (BresciaSanPolinoVittoria.pdfBresciaSanPolinoTar2010.pdf).             
Altra bella vittoria dei cittadini di San Gervasio che hanno costretto la piattaforma per rifiuti speciali "Teresa" a ritirarsi
(SanGervasioVittoria.pdf).
Sempre alla ribalta la criticità irrisolta delle scorie di fonderia: indagate due acciaierie bresciane (Alfa Acciai e Lucchini) per scorie contaminate di cromo tumulate in quel di Alba (
ScorieFonderia2.pdf). Invece nel sito Caffaro il responsabile della Ditta che aveva avviato la bonifica viene arrestato per smaltimento illecito di rifiuti (CaffaroBonificaArresto.pdf).  E’ sempre più evidente che il “problema discariche” è ormai insostenibile per l’intera la provincia (DiscaricheBrescia2010.pdf).

Il 2011 si apre riproponendo la tormentata situazione delle discariche a Montichiari e la contrastata nuova discarica Ecoeternit per l’amianto (DiscaricheMontichiari.pdf).  Intanto a Bedizzole e Calvagese la popolazione si mobilita contro un  gassificatore-centrale termoelettrica, alimentato dagli escrementi dei polli (www.comitatocivicobedizzole.it), mentre in Franciacorta continua la battaglia, ormai storica, attorno alla cava-discarica Macogna (DiscaricaMacogna2011.pdf).                                                                   Il 7 giugno un'interessante inchiesta di Radio popolare   riaccende i riflettori sul dramma dei rifiuti radioattivi (RifiutiRadioattiviRadioPop.pdf), in genere da Cesio 137. Nonostante le amnesie delle istituzioni, la questione non è nuova. Anzi "incidenti radioattivi" continuano ad accadere, segno che sono ancora inadeguate le operazioni di preselezione e di bonifica dei rottami/rifiuti in ingresso negli impianti (RifiutiRadioattivi.pdf). La conseguenza è che i cittadini devono convivere per secoli con radioattività confinata in bunker: a Lumezzane si costituiscono in Comitato: www.comitatoxlumezzane.it.  

Novità nelle gestione dei rifiuti in Lombardia: la Giunta Regionale, nell'estate del 2011 ha licenziato un Atto di indirizzi per il Consiglio in cui si delineano interventi in tema di rifiuti urbani e speciali e di bonifiche (LombardiaRifiutiIndirizzo2011.pdf). Vi sono diversi aspetti inaccettabili e lacune vistose che abbiamo puntualizzato in una nota di Osservazioni critiche (LombardiaRifiutiIndirizzo2011OsservazioniCeraniRuzzenenti.pdf).

Il 2012 si apre a Brescia con una pioggia di richieste di piattaforme e impianti per il trattamento dei rifiuti, ma nella "Gomorra" del Nord il territorio è da tempo saturo di rifiuti, le popolazioni  non ne possono più e si ribellano  (RifiutiSpecialiBrescia2012.pdf).