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Brescia

Acque superficiali e falde inquinate 


Fiume Mella a Brescia a nord del ponte nuovo di Urago. In secondo piano, sullo sfondo l'acciaieria Ori Martin  (anno 2001)

Le acque di falda
Le acque del sottosuolo sono meno visibili e quindi "lontano dagli occhi, lontano dal cuore" dei cittadini: tuttavia è proprio lo stato della falda che dovrebbe preoccupare di più a Brescia. Vi è innanzitutto l'inquinamento acuto del sito Brescia-Caffaro (CaffaroFalda.pdf), che si ripercuote sulla qualità dell'acqua potabile di Brescia città, tutt'altro che ottima
le (AcquaBrescia.pdf). Lo stato della falda di Brescia città e l'urgenza di una sua radicale bonifica sono le problematiche al centro delle decisioni ministeriali del luglio 2009 nell'ambito del "sito Brescia-Caffaro". Si apre il tema, drammatico per Brescia, di chi si farà carico di ottemperare alle prescrizioni di messa in sicurezza e di bonifica, nel caso malaugurato del venir meno del soggetto responsabile, cioè la Caffaro (CaffaroFaldaBonifica.pdf). Nell’agosto 2010, il Ministero dell’Ambiente ha di nuovo riproposto il problema gravissimo della falda di Brescia sottostante la Caffaro rilevando “la non tenuta della barriera idraulica adottata” per cui continua la dispersione degli inquinanti, minacciando anche la falda profonda.(CaffaroFalda2010.pdf). A ciò si deve aggiungere, poco più a sud della Caffaro, un’acuta contaminazione della falda da Cromo VI (FaldaCromoVI.pdf), con concentrazioni di decine di migliaia di volte superiori ai limiti di legge, addebitabile ad un’azienda galvanica, Baratti di Eredi Inselvini Srl (FaldaCromoVIBaratti.pdf).
Verso la fine del 2010 alcune mamme hanno sollevato il problema dell'acqua di Brescia obbligatoriamente somministrata ai bambini delle scuole elementari. Dalle informazioni raccolte, effettivamente  il problema esiste e meriterebbe di essere adeguatamente affrontato 
(AcquaBrescia2010).
Gli stessi genitori, preoccupati per la salute dei propri figli,
il 14 maggio 2011, promuovono al Villaggio Sereno  un convegno pubblico, molto partecipato (Acqua2011Sereno.pdf), che ha evidenziato la problematicità dell'acqua potabile di Brescia a causa dell'inquinamento della falda (cromo esavalente e solventi clorurati, in particolare tetracloroetilene e tetracloruro di carbonio): sono stati presentati criticamente i dati e le analisi di fonte istituzionale (Asl e Arpa) (Acqua2011Ruzzenenti.pdf), confrontati con quelli resi pubblici, in via del tutto straordinaria, dall'ente gestore, a2a (Acqua2011a2aTomasoni.pdf).
Rimane aperto e inspiegabile il problema della non pubblicità in continuo dei dati sulla qualità dell'acqua da parte di a2a, come avviene, invece, correttamente a Milano.
Comunque in generale la falda della provincia non versa in buone condizioni. Già nel 1999 la Provincia aveva pubblicato un'analisi dello stato della falda (Falda1.pdf) in cui si rilevavano sostanze inquinanti imputabili all'attività antropica: nitrati ed erbicidi (agricoltura ed in particolare gli allevamenti intensivi.Allevamenti.pdf) cromo, solventi e idrocarburi (industria). Recentemente l'Arpa di Brescia ha pubblicato una relazione, Monitoraggio dei corpi idrici sotterranei. Studio idrogeologico della pianura bresciana, 22 dicembre 2006, che conferma il quadro preoccupante dello stato della falda: tra l'altro individua nella zona di Quinzano e di Chiari pennacchi di inquinamento da toluene e xilene (toluene 7,30 µg/l e xilene 8,30 µg/l a Quinzano e toluene 16,00 µg/l e xilene 10,90 µg/l a Chiari, rispetto ai valori limite di 15 µg/l per il toluene e 10 µg/l per lo xilene. Cfr. Tabella 3. Composti alifatici alogenati, Arpa 2006).
In autunno del 2013, torna all'attenzione dell'opinione pubblica il problema antico e mai risolto della  contaminazione da cromo VI dell'acqua di Brescia. Uno studio internazionale sui tumori indotti dall'acqua potabile inquinata da cromo VI (AcquaCromoVITumoriGrecia2011.pdf) pone seri interrogativi anche per gli effetti sulla salute della situazione di Brescia                                        (AcquaCromoVITumoriBrescia2013.pdf).      
L'anno 2014 si chiude con una buona notizia per l'acqua di Brescia, un problema che aveva preoccupato in particolare i genitori per il Cromo VI (Acqua2014Ruzzenenti.pdf): nonostante  l'iniziale "negazionismo" delle Autorità (Asl, Comune e A2A), schierate nel sostenere che era "tutto OK", i cittadini ottengono l'impegno che entro il 2015 vengano drasticamente ridotti i livelli di Cromo VI. Ma altri problemi rimangono: le bonifiche della falda e del Mella. (AcquaCromoVIDepurazione2014.pdf).
A settembre 2015 l'Arpa ha pubblicato la nuova indagine sullo stato della falda, a 10 anni dalla prima: se possibile, ancor più contaminata da PCB, mercurio, tetracloruro di carbonio, triclorometano, cromo VI, di-tri-tetracloroetilene.
(FaldaBrescia2015.pdf)
Verso la fine del 2015 le istituzioni bresciane affrontano il problema del gestore unico del sistema idrico integrato di Brescia: in spregio alla volontà popolare espressa nel referendum del 2011,  si profila la sostanziale privatizzazione dell'acqua a Brescia. Ospitiamo l’analisi critica di Mariano Mazzacani, di Aqua Alma Onlus  (AcquaBrescia2015Privatizzata.pdf) e la sua presentazione al seminario (in)formativo, Gestire l'acqua: diritto o merce? del  12 gannaio2016
(
AcquaBrescia2016Privatizzata.pdf). 
Nel 2018 l'Arpa ha pubblicato la nuova indagine sullo stato della falda del Sin Caffaro, realizzata tra il 2016 e il 2017, che evidenzia alcune criticitàinadeguato sbarramento del sistema di tenuta in sicurezza della falda da parte di Caffaro e peggioramento della contaminazione da Cromo VI della galvanica Baratti Inselvini (CaffaroFalda2017.pdf).
Le criticità della falda di Brescia vengono rilanciate dalla stampa locale in occasione dell Giornata mondiale dell'acqua (AcquaBrescia2018critica.pdf).
La falda di Brescia, effettivamente, resta gravemente inquinata
(AcquaBrescia2019Falda.pdf).


Le acque superficiali
Più nota è la situazione delle acque superficiali, fiumi e laghi.
Il fiume in pessime condizioni per lo stato delle acque è senza dubbio il Mella, con gli affluenti Garza e Gobbia, che rappresenta una vera emergenza ambientale per l'inquinamento in particolare di origine industriale (Fiumi.pdf).
Anche i laghi sono sofferenti: la Regione Lombardia, marzo 2006, classifica le acque dei nostri laghi (utilizzando la scala: ottimo, buono, sufficiente, scadente, pessimo) assegnando un modesto "sufficiente" al lago di Garda ed un negativo "scadente" ai laghi d'Iseo e d'Idro. Il problema noto di questi laghi è la loro eutrofizzazione, ovvero
 "un arricchimento delle acque in sali nutritivi che provoca tipici cambiamenti quali l'incremento della produzione di alghe e piante acquatiche, l'impoverimento delle risorse ittiche, la generale degradazione della qualità delle acque e altri effetti che ne riducono o ne precludono l'uso".  Il problema si è ulteriormente aggravato negli anni recenti sia per le tendenziale siccità, sia per l'accresciuto uso delle acque da parte dell'industria energetica e di un'agricoltura idrovora (monocoltura del mais): il combinarsi di questi fenomeni ne abbassa in misura abnorme i livelli e la possibilità di un normale rimescolamento verticale delle acque. Meno noto è invece l'inquinamento da PCB che contamina in particolare alcune specie di pesci lacustri (LaghiPCB.pdf). Nel 2011 si "riscopre" la contaminazione da PCB delle anguille del lago di Garda, con sorprendenti amnesie e incongrueze (LagoGardaPCB2011.pdf).
Sul problema dei pesci ai PCB nei laghi bresciani uno studio francese del 2011 (LaghiPCBPesciFrancia.pdf) indica limiti rigorosi al consumo dei pesci contaminati da PCB, a livelli comunque molto inferiori dei pesci dei laghi bresciani. E a Brescia se ne continua il consumo senza alcun limite? (LaghiPCB2012.pdf) Eppure anche nel 2012 si conferma l'inquinamento da PCB e diossine nel Lago di Garda (LagoGardaPCB2012.pdf). 

Vi è infine il problema del controllo e della proprietà delle risorse idriche, problema mondiale e di grande attualità (AcquaManifesto.pdf): anche a Brescia opera un Comitato che si batte contro la privatizzazione dell'acqua considerata bene comune indisponibile e quindi da affidare sempre ad enti pubblici.
Naturalmente, se Brescia versa in "cattive acque", vi sono delle responsabilità ed anche delle strategie per porvi rimedio, in cui devono impegnarsi con urgenza gli enti pubblici preposti: innanzitutto controllare e impedire che le fonti di inquinamento (industriale, agricolo, civile) aggiungano ulteriori contaminanti; in secondo luogo bonificare e depurare le acque sia superficiali che di falda; in terzo luogo avviare interventi efficaci per il risparmio e la riduzione degli usi agricoli, industriali e civili.
Dopo lo sblocco da parte del Consiglio di Stato della solita coda di ricorsi ai bandi pubblici, entro la fine del 2019, forse, si aprirà il cantiere per il depuratore della Valtrompia ed entro il 2021, forse, il primo lotto dell'opera potrebbe essere terminato: un primo passo per la bonifica del fiume Mella.

Iniziative per la tutela delle acque
In provincia di Brescia vi sono gruppi di cittadini che si stanno impegnando sui temi dell'acqua, in particolare si segnala  un Comitato molto attivo nel comune di Prevalle  
(www.acquadiprevalle.blogstop.com). Questo stesso Comitato prende posizione, nell'estate del 2009, sulla vicenda dell'acqua contaminata di San Felice sul Garda (AcquaSanFeliceComitato.pdf).
A luglio  2009 è infine d'attualità il problema del controllo e della proprietà delle risorse idriche, problema mondiale e di grande rilevanza (AcquaManifesto.pdf)

Il 2010 inizia con una buona notizia: l'Arpa, in un incontro del 15 marzo, comunica che sta avviando un Progetto per la bonifica del fiume Mella, da completare entro il 2027 (AmbienteBresciaArpa2010.pdf).
Per sostenere l'importanza della bonifica del fiume Mella Federconsumatori e Coordinamento dei Comitati ambientalisti della Lombardia hanno promosso l'iniziativa "Andremo al Fiume Mella e nel Fiume ci Tufferemo", per
il 18 luglio 2010: il successo è stato superiore alle aspettative, con una  partecipazione gioiosa al "tuffo" e impegnata al convegno pomeridiano  (MellaTuffo2010.pdf); da segnalare l'interessante relazione dell'Arpa di Brescia sullo stato di salute (deplorevole) del fiume Mella (MellaArpa2010.pdf).

Il 2010 è l'anno dell'acqua bene comune
(AcquaBeneComune.pdf) e della raccolta delle firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua (AcquaReferendum2010.pdf): grande successo, come a livello nazionale, anche a Brescia dove il Comitato locale è riuscito a  raccogliere oltre 40.000 firme (AcquaReferendumFirme.pdf).

Dopo la Manifestazione del 20 marzo 2010 davanti al Pirellino, promossa da alcuni Comitati (AmbienteBresciaManifestazione2010.pdf), è emersa l'esigenza di confrontarsi su un'ipotesi di piattaforma comune  sulla cui base rilanciare l'iniziativa a livello provinciale (AmbienteBresciaPiattaforma2010.pdf).

Il 2011 è l'anno della splendida e inattesa vittoria dei referendum. In questo clima di speranza, il 2 luglio 2011, si è tenuto a Cigole il secondo Convegno annuale per sostenere l'importanza della bonifica del fiume Mella, promosso da Federconsumatori, Coordinamento dei Comitati ambientalisti della Lombardia, l'associazione "Il Fauno" e Legambiente, "Andremo al Fiume Mella e nel Fiume ..."  (MellaTuffo2011.pdf).

Nel 2012 sono gli studenti di diverse scuole (primaria di Cigole, medie di Pavone Mella, Bovegno e Collio, ITC “Abba – Ballini” di Brescia) a prendersi cura del fiume Mella malato: l’importante convegno, il 12 maggio, presso l’ITC “Abba Ballini”.  (MellaTuffo2012.pdf). Forse dopo anni e anni di parole, nel 2018 si porrà mano al Depuratore della Val Trompia, non perchè ci si vergogni della scandalosa inadempienza, ma per tentare di evitare le pesanti sanzioni che potrebbero arivare dall'Ue (MellaDepuratoreValtrompia2018.pdf
). Ma a settembre 2019 i cantieri non sono ancora aperti.

Nel 2017 si ripropone a Brescia il tema della gestione pubblica dell'acqua: nonostante il referendum del 2011 in Provincia la maggioranza delle forze politiche, dal PD, a Forza Italia, alla Lega, sarebbe orientata a coinvolgere i privati nella gestione del ciclo integrato dell'acqua, come già in buona parte accade, in particolare con l'operatore A2A, in spregio della volontà popolare.
Eppure l'impegno diretto di una rinnovata gestione pubblica sarebbe oltremodo necessario per rimediare allo stato attuale estremamente critico, sia sul versante della mancata o inadeguata depurazione (AcquaDepurazioneBs2017) con conseguenze sulla qualità dell'acqua potabile
(AcquaBrescia2018Inquinata) e  con il rischio di pesanti sanzioni europee, sia sul versante delle ingenti perdite degli acquedotti, con troppo spreco di una risorsa tanto preziosa
(AcquaDispersioniBs2017), sia sul versante.
Si costituisce a Brescia, su iniziativa di diverse forze, un Comitato referendario acqua pubblica (
https://www.facebook.com/acquapubblicabs/) che riesce a coinvolgere 55 comuni per la richiesta alla Provincia di indire un referendum provinciale sulla gestione pubblica dell'acqua. Dopo l'assenso della Commissione provinciale di valutazione e superate le iniziali resistenze dell'Amministrazione provinciale, il referendum è stato convocato per il mese di ottobre 2018, una scadenza di grande impegno per tutti coloro che hanno a cuore un bene essenziale per la vita (AcquaBrescia2018Referendum.pdf).
Il 19 novembre 2018 vengono proclamati ufficialmente i risultati del referendum sull’acqua pubblica: l'affluenza si è attestata al 22,30%, con 216.479 cittadini votanti su 970 mila; schiacciante la vittoria dei «sì», 209.212 pari al 96,64%, contro il 3,19% dei «no» equivalenti a 6.909 suffragi (AcquaBrescia2018ReferendumRisultati.pdf).Opposte le letture del  Comitato Acqua Pubblica che esulta per esser riuscito a portare alle urne un quinto della provincia per dire sì all’acqua pubblica e  del fronte «carsico» del no che enfatizza invece il forte astensionismo. La partita torna ad essere politica con il Comitato che punta anche ad un nuovo provvedimento legislativo a livello nazionale, coerente con la volontà espressa dal popolo italiano nel referendum del giugno 2011.

Il 13 aprile 2019 il Tavolo Basta veleni scende in piazza per pretendere che l'acqua della falda di Brescia venga ripulita da tutte le sostanze tossiche presenti (TavoloBastaVeleniAcquaInquinata.pdf). 
Il 28 dicembre 2019 viene i
ndetta, per il 12 gennaio 2020, da diversi comitati e con il sostegno del Tavolo Basta veleni, una  grande manifestazione contro il progetto di depuratore del Garda che scaricherebbe nel martoriato fiume Chiese, mentre vi sono alternative molto meno impattanti sull'ambiente e meno costose: due lunghi cortei con  migliaia di cittadini convergono sul luogo destinato ad ospitare l'impianto (GardaDepuratoreManifestazione2020.pdf). La manifestazione fu preparata da diverse iniziative pubbliche finalizzate a sensibilizzare la popolazione (GardaDepuratore2019Iniziative.pdf) e seguita da una dura polemica dei Comitati sia nei confronti del Ministero dell'Ambiente che delle istituzioni locali, sordi alle ragionevoli istanze delle popolazioni interessate (GardaDepuratore2020ComitatiCritici.pdf). Intanto il 26 gennaio 2020, la stampa locale dava notizia dell'incombente sanzione dell'Ue per le carenze nella depurazione delle acque di cui ancora soffrono alcuni territori del Bresciano (Depuratori2020UeSanzioni.pdf).

L'annosa questione della depurazione del Lago di Garda nel giugno-luglio 2021 subisce una gravissima torsione autoritaria. Da qui  sei buoni motivi per opporsi allo scempio imposto da un Commissario-prefetto, del tutto ingiustificato, che fa carta straccia di una saggia delibera del Consiglio provinciale e impone d'autoità la soluzione più costosa e devastante per l'ambiente, due depuratori a Gavardo e Montichiari con scarichi nel martoriato fiume Chiese (GardaDepuratore2021SeiMotiviPerOpporsi.pdf)

Dal 9 agosto tutti gli ambientalisti bresciani presidiano ad oltranza, giorno e notte, la Prefettura di Brescia contro il Commissariamento e lo scempio dei due depuratori a Gavardo e Montichiari con scarichi nel martoriato fiume Chiese, inutili, costosi e devastanti per l'ambiente
(GardaDepuratore2021PresidioComunicato.pdf). 
L'assemblea popolare, partecipata e combattiva, promuove una grande manifestazione per sabato 11 settembre alle ore 15 e 30 in piazza Duomo
(GardaDepuratore2021AssembleaManifestazione.pdf).

Dobbiamo spendere 100 milioni!  Questa è la motivazione che la ministra Mariastella Gelmini  ha sostenuto in un'intervista a "Il Manifesto" del 2 settembre per giustificare la richiesta del Commissario e l'inutile scempio dei due depuratori (GardaDepuratore2021ManifestoGelmini.pdf). 
Giovedì 9 settembre alle ore 20 e 30,  
l'alpinista e naturalista Fausto De Stefani  in piazza Duomo a sostegno del presidio e della grande manifestazione di sabato 11 alle ore 15 e 30.
(GardaDepuratore2021IncontroDeStefani.pdf). 
Anche la Commissione scuola dell'Anpi prende posizione in difesa della democrazia e dell'ambiente (GardaDepuratore2021CommScuolaAnpi.pdf).
Grande partecipazione alla manifestazione di sabato 11 settembre contro il Commissariamento della democrazia e l'inutile scempio dei due depuratori a Gavardo e Montichiari e per la salvezza del fiume Chiese.           (GardaDepuratore2021Manifestazione.pdf). 
Anche la segreteria della Cgil di Brescia prende posizione chiedendo che si ripristini un percorso democratico di "più ampia condivisione"                  (GardaDepuratore2021ComunicatoCgil.pdf). 
Convocata una nuova Assemblea popolare per domenica 19 alle ore 17 per decidere ulteriori iniziative. Intanto prosegue il presidio della Prefettura, giorno e notte. 
Il "Corriere della Sera" del 17 settembre  annuncia l'Era Draghi: all'insegna del "totalitarismo tecnico-affaristico"? Un argine a questa deriva dalla battaglia di Brescia sui depuratori del Garda, una battaglia che interessa l'intero Paese. L'Assemblea popolare, dopo 40 giorni di presidio anche di notte della prefettura, decide di continuare ad oltranza e di portare le proprie ragioni a Roma (GardaDepuratore2021EraDraghi.pdf).

La battaglia  sui depuratori del Garda comincia a far breccia  anche sui media nazionali (GardaDepuratore2021RassegnaStampa.pdf) e il 27 settembre viene ripresa in uno splendido articolo di Tomaso Montanari su “Il Fatto”
(GardaDepuratore2021Montanari.pdf). 
  
I parlamentari bresciani chiamati a dialogare con il presidio permanente davanti alla prefettura per la difesa della democrazia e dell'ambiente sui depuratori del Garda  (GardaDepuratore2021ParlamentariBresciani.pdf). 

Il 14 novembre, la battaglia per la democrazia e per l'ambiente sui depuratori del Garda si accinge a celebrare, martedì 16 novembre,  le 100 giornate di presidio, ovvero le 10 giornate al quadrato di Brescia leonessa d'Italia (GardaDepuratore2021CentoGiornate.pdf).
Festeggia così un primo risultato importante che conferma le ragioni della lotta: un richiamo da parte dell'Unione europea sul fatto che
i progettati depuratori di Gavardo e Montichiari  "non soddisfano i requisiti di trattamento" ( GardaDepuratore2021UeBocciatura.pdf).
Si tratta di vedere a questo punto che fine farà il "granitico" progetto del professor Giorgio Bertanza dell'università di Brescia, sostenuto con fervore dal rettore della stessa Università. Infatti il  rettore Tira, in questi giorni a Glasgow a rappresentare la rete delle Università italiane per lo Sviluppo sostenibile (sic!), non si è risparmiato il 6 novembre scorso nel cercare di mettere una pezza, peggiore del buco, alla gaffe di Bertanza incidentalmente uscita sulla rete, che rivelerebbe come il suo studio fosse precostituito nei risultati.(GardaDepuratore2021UniversitàStudioViziato.pdf).
Questa inopportuna uscita del rettore sembra purtroppo confermare l'attitudine storica dell'Università di Brescia, o per lo meno di un'importante componente della stessa, a prestarsi come agenzia al servizio delle imprese del "Sistema Brescia"
lo studio per certificare la necessità dell'inutile e inquinante terza linea del megainceneritore A2A, in quanto fonte di profitti
(Inceneritore2018StudioComuneBresciaOsservazioniGruppoBastaVeleni.pdf);
lo studio che dimostrerebbe come le emissioni della centrale a carbone e dell'inceneritore A2A, nonché delle acciaierie abbiano un impatto pressoché zero sull'inquinamento dell'aria di Brescia (AriaA2AStudioEmissioni2019.pdf);
lo studio per il Piano Cave che ne supporta di fatto l'ingiustificato sovradimensionamento (CavePiano2021BastaVeleni.pdf).
Ma l'Università pubblica non dovrebbe essere palestra di ricerca e studi scientifici indipendenti e disinteressati al servizio del bene comune, umano e ambientale? E poi ci si lamenta per il diffondersi di atteggiamenti "antiscientifici"!