Brescia
Acque superficiali e falde inquinate
Fiume Mella a Brescia a nord del ponte nuovo di Urago. In secondo
piano, sullo sfondo l'acciaieria Ori Martin
(anno 2001)
Le acque
del sottosuolo sono meno visibili e quindi "lontano dagli occhi,
lontano dal cuore" dei cittadini: tuttavia è proprio lo stato della falda
che dovrebbe preoccupare di più a Brescia. Vi
è innanzitutto l'inquinamento acuto del sito Brescia-Caffaro (CaffaroFalda.pdf), che si ripercuote sulla qualità dell'acqua potabile di Brescia città, tutt'altro che ottimale (AcquaBrescia.pdf). Lo stato della falda di Brescia città e l'urgenza
di una sua radicale bonifica sono le problematiche al centro delle
decisioni ministeriali del luglio 2009 nell'ambito del "sito Brescia-Caffaro". Si apre il tema, drammatico per Brescia,
di chi si farà carico di ottemperare alle prescrizioni di messa in
sicurezza e di bonifica, nel caso malaugurato del venir meno del
soggetto responsabile, cioè la Caffaro (CaffaroFaldaBonifica.pdf).
Comunque in generale la falda della provincia non versa in buone condizioni.
Già nel 1999 la Provincia aveva pubblicato un'analisi dello
stato della falda (Falda1.pdf) in cui si rilevavano sostanze inquinanti imputabili
all'attività antropica: nitrati ed erbicidi (agricoltura ed in particolare gli allevamenti intensivi. Allevamenti.pdf) cromo,
solventi e idrocarburi (industria). Recentemente l'Arpa di Brescia ha pubblicato una relazione, Monitoraggio dei corpi idrici sotterranei. Studio idrogeologico della pianura bresciana, 22
dicembre 2006, che conferma il quadro preoccupante dello stato della
falda: tra l'altro individua nella zona di Quinzano e di Chiari
pennacchi di inquinamento da toluene e xilene (toluene 7,30 µg/l e xilene 8,30 µg/l a Quinzano e toluene 16,00 µg/l e xilene 10,90 µg/l a Chiari, rispetto ai valori limite di 15 µg/l per il toluene e 10 µg/l per lo xilene. Cfr. Tabella 3. Composti alifatici alogenati, Arpa 2006).
Più nota è la situazione delle acque superficiali, fiumi e laghi.
Il fiume in pessime condizioni per lo stato delle acque è senza
dubbio il Mella, con gli affluenti Garza e Gobbia, che rappresenta una
vera emergenza ambientale per l'inquinamento in particolare
di origine industriale (Fiumi.pdf).
Anche i laghi sono sofferenti: la Regione Lombardia, marzo 2006,
classifica le acque dei nostri laghi (utilizzando la scala: ottimo,
buono, sufficiente, scadente, pessimo) assegnando un modesto
"sufficiente" al lago di Garda ed un negativo "scadente" ai laghi
d'Iseo e d'Idro. Il problema noto di questi laghi è la loro
eutrofizzazione, ovvero "un arricchimento
delle acque in sali nutritivi che provoca tipici cambiamenti quali l'incremento
della produzione di alghe e piante acquatiche, l'impoverimento delle risorse
ittiche, la generale degradazione della qualità delle acque e altri effetti che
ne riducono o ne precludono l'uso". Il problema
si è ulteriormente aggravato negli anni recenti sia per le
tendenziale siccità, sia per l'accresciuto uso delle acque da
parte dell'industria energetica e di un'agricoltura idrovora
(monocoltura del mais): il combinarsi di questi fenomeni ne
abbassa in misura abnorme i livelli e la possibilità di un
normale rimescolamento verticale delle acque. Meno noto è invece
l'inquinamento da PCB che contamina in particolare alcune specie di
pesci lacustri (LaghiPCB.pdf).
Vi è infine il problema del controllo e della proprietà
delle risorse idriche, problema mondiale e di grande attualità
(AcquaManifesto.pdf): anche a Brescia opera un Comitato che si batte
contro la privatizzazione dell'acqua considerata bene comune
indisponibile e quindi da affidare sempre ad enti pubblici.
Naturalmente, se Brescia versa in "cattive acque", vi sono delle
responsabilità ed anche delle strategie per porvi rimedio, in
cui devono impegnarsi con urgenza gli enti pubblici preposti:
innanzitutto controllare e impedire che le fonti di inquinamento
(industriale, agricolo, civile) aggiungano ulteriori contaminanti;
in secondo luogo bonificare e depurare le acque sia superficiali che di
falda; in terzo luogo avviare interventi efficaci per il risparmio e la
riduzione degli usi agricoli, industriali e civili.
Anche a Brescia vi sono gruppi di cittadini che si stanno impegnando
sui temi dell'acqua, in particolare si segnala un Comitato molto
attivo nel comune di Prevalle (www.acquadiprevalle.blogstop.com).
Questo stesso Comitato prende posizione, nell'estate del 2009, sulla vicenda dell'acqua contaminata di San Felice sul Garda(AcquaSanFeliceComitato.pdf).
A luglio è infine d'attualità il problema del controllo e della proprietà
delle risorse idriche, problema mondiale e di grande rilevanza
(AcquaManifesto.pdf):
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