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Brescia

Il "privilegio" dell'aria più inquinata della Lombardia 

(e quindi d'Europa) 


La "nube marrone" su Brescia visibile dalla Maddalena con al centro l'inceneritore Asm che "pulisce" l'aria  (21 ottobre 2007)

Anche noi siamo riusciti a fotografare la "nube marrone", brown cloud, che sovrasta  la pianura Padana, catturata in immagini a Modena  dal meteorologo Luca Lombroso e da poco oggetto di studio della rete internazionale Share-Cnr, come uno dei "casi" più clamorosi di inquinamento dell'aria (
NubeMarrone.pdf)
.  Del resto, da tempo le ormai famose immagini del satellite ci mostrano la pianura Padana sempre "rossa di vergogna" per gli eccessi di ossidi di azoto (EuropaNox.pdf). E' un record planetario che condividiamo con poche altre aree.
Brescia è collocata al centro di questa gigantesca "camera a gas" cui è ridotta la pianura Padana e, se approfondiamo l'analisi dei dati disponibili, eccelle in negativo per la pessima qualità dell'aria.
Lo smog, come è noto, ha diverse origini riconducibili soprattutto alle emissioni industriali, al traffico e al riscaldamento domestico.
A Brescia città nel 2005 il Comune, con il supporto della "modellistica" della Facoltà di ingegneria, ha pubblicato uno studio, finanziato da Asm di cui è proprietario e che è responsabile di importanti emissioni (inceneritore, centrale a carbone);  ovvie le conclusioni, anche se piuttosto indecorose: il polo energetico Asm contribuirebbe per l'1% all'inquinamento dell'aria! (AriaAsm.pdf).
La realtà, ovviamente è ben diversa. Per questo alcuni Comitati, nel 2006, hanno elaborato un'analisi generale sull'inquinamento dell'aria a Brescia e su come occorre farvi fronte: riduzione drastica delle emissioni industriali, sia applicando le migliori tecnologie disponibili, sia ridimensionando i settori a forte impatto emissivo e bloccando  nuove autorizzazioni (centrale termoelettrica di Offlaga e Asm di Brescia; raddoppio Italcementi...); riduzione del traffico veicolare commerciale attraverso la prevenzione con il ridimensionamento dei settori a forte impatto trasportistico,  e di quello privato promuovendo e sviluppando la metropolinizzazione dei collegamenti ferroviari, con il conseguente abbandono di qualsiasi nuova infrastruttura viaria; in questo contesto il centro storico di Brescia deve diventare zona riservata ai pedoni (AriaComitati.pdf). Purtroppo il Comune di Brescia, timido nell'estendere la pedonalizzazione (BresciaZTLeliminate.pdf), si è dimostrato invece temerario nel costruire un'inutile e costosissima metropolitana urbana (MetropolitanaNo.pdf)!
Gli stessi Comitati, di fronte all'ennesima emergenza PM10 inviavano una diffida a tutte le autorità perché si assumessero alcuni provvedimenti urgenti (AriaDiffida.pdf).
Aprivano anche una vertenza con Arpa, risultata fino ad oggi inconcludente per la mancanza di risposte e di interventi della nuova Direzione dell'Arpa di Brescia (AriaArpa.pdf).
Il 23 giugno 2007, con altri Comitati della provincia, veniva organizzato un importante convegno, Brescia: industria, qualità dell'ambiente e salute. Contraddizioni e prospettive. In questo convegno si dimostra come le emissioni dall'industria a Brescia ed in altre aree industriali  della provincia siano responsabili per oltre il 50% dell'inquinamento dell'aria, come il problema venga troppo spesso rimosso e come si possa intervenire per una loro drastica riduzione (AriaIndustrie.pdf).
Nel 2008 riprende la "vertenza Arpa", dopo l'allontanamento del Direttore responsabile della paralisi dell'attività: con la nuova Direzione si tengono due incontri in maggio, in cui si discute in particolare della centralina per le PM10 soppressa inspiegabilmente nella zona sud-est di Brescia, la più inquinata (Alfa Acciai, Inceneritore Asm, Ecoservizi) e si sollecita l'Arpa a ripristinarla con urgenza
(AriaArpaCentralina.pdf).
Non ancora riavutosi dallo shock della disfatta elettorale registrata in Brescia città dai Verdi (dopo due legislature all'assessorato all'Ecologia dimezzati i consensi!),  l'ambientalismo istituzionale sembra occuparsi solo di conservare quel poco ereditato dalla precedente giunta comunale "amica", ovvero le zone a traffico limitato, ignorando del tutto gravi situazioni come il "caso Caffaro", il più grande inceneritore d'Europa, il polo energetico A2A, l'Alfa Acciai. Ecco, quindi, che  i Comitati ambientalisti indipendenti,  il 21 luglio 2008, presentano al sindaco ed alla nuova Amministrazione  un memorandum sulle principali emergenze ambientali di una delle città più disastrate (
BresciaEmergenzeAmbientali.pdf
).
In agosto 2008, come noto, si sono tenute a Pechino le olimpiadi, precedute e accompagnate da un gran strombazzare della stampa italiana sulla "cappa di smog" che sovrastava la città e che metteva a rischio la salute degli atleti. Nessuno si è accorto che nelle stesse condizioni vivono milioni di italiani in Pianura Padana 
(PianuraPadanaCinaSmog.pdf).
Settembre 2008: nuovo capitolo dell'annosa "vertenza Arpa". Si ripropone il tema controverso della centralina per le PM10 soppressa "inspiegabilmente" (?) nella zona sud-est di Brescia, la più inquinata (Alfa Acciai, Inceneritore Asm, Ecoservizi): anche la nuova Direzione dell'Arpa fa orecchie da mercante, (AriaArpaCentralinaRisposta.pdf), ma i Comitati insistono perché venga ripristinata con urgenza (AriaArpaCentralinaComitati.pdf).
Il 27 febbraio 2009, i Comitati degli "ambientalisti indipendenti" hanno reso pubblica la notifica inviata a tutte le autorità competenti con la quale intimano di intervenire in tempi brevi, con provvedimenti drastici, per riportare i superi di PM10 entro i 35 giorni all'anno (a Brescia già raggiunti il 18 febbraio, 4 giorni prima di Milano) e diffidano le stesse autorità dall'autorizzare la nuova megacentrale Asm prevista nella città di  Brescia (AriaCentralePM10Diffida.pdf).  
Il 18 maggio 2009 i Comitati incontrano l'ennesimo "nuovo" (il quarto in pochi anni) Direttore dell'Arpa di Brescia, al quale ripropongono le problematiche irrisolte dell'inquinamento dell'aria a Brescia (AriaArpa2009.pdf).
Con la stagione anticipatamente calda, maggio 2009, ai tradizionali inquinanti che ammorbano l'aria di Brescia a livelli record (PM10, PM2,5 e diossine), si aggiunge l'ozono a minacciare la salute dei bresciani
(AriaOzono.pdf)
In luglio 2009 vengono resi pubblici i dati sulla seconda campagna di monitoraggio delle diossine nell'aria ambiente di Brescia: si conferma una situazione preoccupante per cui si impone la drastica riduzione delle emissioni degli impianti attivi (inceneritore, siderurgiche)
(DiossineAriaBrescia2009.pdf).
L'anno 2009 si chiude con la conferma di un inquinamento dell'aria di Brescia da PM10 da record: il limite di legge di 35 giorni di supero dei 50 μg/m3 è stato oltrepassato per ben tre volte, mediamente al di sopra dei 100 giorni. (PM10AriaBrescia2009.pdf).