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Inceneritore
 Asm-A2a 

più grande e più “celebrato” d’Europa


Da Trento a Firenze, a Palermo, l’Italia è percorsa, com’è noto,  dalla furia bipartisan della lobby dell’incenerimento dei rifiuti. E Brescia, con il più grande inceneritore d’Europa, da 800mila tonnellate,  in funzione da oltre 14 anni, è portata in ogni contrada come esempio illustre da imitare.

Chi percorre l’autostrada Milano - Venezia non può non osservare con stupore questa sorta di cattedrale postmoderna con un’altissima torre quadrata svettante, di un azzurro tenue che diventa più intenso verso l’alto fino a confondersi con il cielo: è la rappresentazione fisica del camuffamento di un impianto di incenerimento dei rifiuti con una facciata pulita, coerente con il nome che è stato imposto all’impianto, tuttora copyright esclusivo di Asm, “termoutilizzatore”.  Ma il viaggiatore intelligente e critico si chiede anche come sia stato possibile costruire un simile megaimpianto all’interno di una città, che, per la sua antica storia industriale, si può immaginare non proprio indenne da inquinamento. In verità Brescia, per aver ospitato accanto al centro storico per un secolo l’industria chimica Caffaro, l’unica produttrice in Italia di PCB, è la città al mondo con la più grave contaminazione da diossine e da PCB nei suoli e nel sangue dei cittadini. Ed è anche la città con livelli di PM10 e PM2,5 più elevati della Lombardia, perfino della stessa Milano, e quindi, si può dire, d’Europa. Mille ragioni dunque perché a Brescia si evitasse la costruzione di un impianto a così forte impatto ambientale. Così invece non è stato, e sarebbe alquanto lungo spiegare perché (Chi fosse interessato ad approfondire il tema veda: Marino Ruzzenenti, L'Italia sotto i rifiuti, Jaca Book, Milano 2004. ItaliaRifiuti.pdf). Sta di fatto che Asm, l’azienda dei servizi ex municipalizzata proprietaria dell’impianto, seppe coinvolgere fin dalla progettazione una parte importante dell’ambientalismo, l’immancabile Legambiente, con cui strinse un “patto ambientalista”: l’inceneritore avrebbe bruciato 266.000 tonnellate di rifiuti perché il resto, la parte più rilevante, sarebbe andata alla raccolta differenziata: il cosiddetto doppio binario del “sistema integrato”, coniato da Paolo degli Espinosa. Sennonché, quando l’impianto entrò in funzione con le due linee previste, si scoprì che le tonnellate incenerite erano circa il doppio, 500.000: siamo in Italia, “cosa fatto capo ha”, Legambiente non si disperò, né si dispera,  per il “patto ambientalista” stracciato, e, nonostante Asm gonfiasse oltre misura la produzione di rifiuti  in provincia di Brescia con l’assimilazione spinta, già per quelle due linee i rifiuti urbani autoctoni non erano sufficienti, per cui se ne doveva importare una parte da fuori provincia per alimentare l’inceneritore. 

Le 12 favole di Asm

Quella dell'inganno sulla dimensione reale dell'impianto fu la prima delle "favole" (Dodicifavole.pdf) che utilizzò Asm per persuadere l'opinione pubblica e costruirsi un consenso e che vennero denunciate da due comitati ambientalisti informali ed indipendenti, Cittadini per il riciclaggio e Comitato Ambiente città di Brescia.

Questi comitati, peraltro, si erano opposti al  sovradimensionamento, a loro parere illegittimo, dell'inceneritore ricorrendo anche alla Magistratura amministrativa e ottenendo dal TAR di Brescia, nel dicembre 2000, la clamorosa chiusura per un mese dell'inceneritore avviato dal 1998 (TAR.pdf).

Gli stessi Comitati, nell'indifferenza dell'ambientalismo istituzionale, avevano prodotto una critica serrata al piano rifiuti provinciale, dimostrando la non necessità di un simile mega impianto (PianoRifiuti.pdf).

Asm senza ritegno: anche la terza linea

A questo punto, verrebbe da chiedersi da parte di un osservatore esterno di buon senso: ma come si è potuti arrivare, in quel contesto, a costruire una terza linea per un totale di 800.000 tonnellate? E, si badi bene, questo ulteriore “salto di quantità” è avvenuto con un’amministrazione comunale, proprietaria di Asm, di centro sinistra e con tanto di assessore all’Ambiente dei Verdi. Appare lapalissiano che se due linee dell’inceneritore risultavano  già sovradimensionate, così da richiedere l’importazione da fuori provincia di rifiuti speciali e urbani sotto forma di Cdr, non vi poteva essere nessun bisogno di una terza linea. Tuttavia, la nuova terza linea dell’inceneritore avrebbe potuto rimpinguare la dotazione di Asm di Cip6 (contributi "impropri" all’incenerimento dei rifiuti, assimilato ad energie rinnovabili) da 40 a oltre 60 milioni di euro l’anno. Ed ecco il capolavoro di Asm per piegare la riottosità di chi all’interno dell’amministrazione comunale non poteva non rilevare l’assurdità dell’operazione: “offre” all’Assessorato all’Ambiente del Comune una dotazione di 5 euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciati nella nuova linea, pari a circa 1 milione e mezzo di euro all’anno, destinati ad attività ecologiche, piste ciclabili, implementazione di energie rinnovabili ecc.; in cambio ottiene l’assenso dello stesso Assessore all’Ambiente dei Verdi alla terza linea dell’inceneritore (da costruirsi, tra l’altro, senza Via) e, già che c’era, anche a una nuova centrale turbogas da 400MW, sempre all’interno della città, accanto all’inceneritore (delibera di Giunta del Comune di Brescia del 30 gennaio 2002. Delibera.pdf). Quell’“offre”, si noti, è messo volutamente  tra virgolette perché il paradosso è che Asm è per oltre il 70% proprietà del Comune che la controlla, il quale potrebbe e dovrebbe decidere anche come utilizzarne gli utili. In conclusione si tratta di un’incredibile pantomima in cui Asm finge di essere “generosa” con l’Assessorato all’Ambiente del Comune, con i soldi che dovrebbero appartenere allo stesso Comune proprietario, “erogando” un “finanziamento ecologico”, peraltro, che ammonta a meno del 10% del contributo Cip6 ottenuto dallo Stato con la terza linea. L’incredibile della vicenda è che ancora oggi i Verdi di Brescia rivendicano la giustezza di quella scelta (“La verità è contenuta nella delibera di Giunta Comunale del 30.01.2002”, ribadisce in data 10 luglio 2007 l’Assessore all’Ambiente dei Verdi), nonostante la Corte di Giustizia europea, il 5 luglio 2007, abbia bocciato la Terza linea dell’inceneritore di Brescia per mancanza di Via e di adeguata pubblicizzazione (CorteGiustiziaUe.pdf) e la Commissione Via del Ministero dell’Ambiente (notizia di stampa del 26 luglio 2007), abbia rinviato al mittente la procedura per la centrale turbogas proposta da Asm e prevista, insieme alla terza linea, da quella famosa delibera di Giunta. 

Condanna della Corte di giustizia europea

Tutto ciò perché i soliti Comitati indipendenti e impertinenti già dal 2002 si erano opposti tenacemente alla terza linea, sia perché non necessaria, sia perché la favola delle biomasse nascondeva in realtà rifiuti speciali come il pulper  di cartiera costituito essenzialmente da plastiche e contaminato da metalli e da cloro (a cui poi si aggiungerà addirittura il Cdr, combustibile derivato dai rifiuti, ovvero rifiuti urbani mascherati), sia perché non era neppure prevista la Valutazione di impatto ambientale:  presentarono una diffida alle Autorità (DiffidaTerza.pdf) e un ricorso alla Commissione dell'Unione europea per inadempienza al diritto comunitario (RicorsoUe.pdf). Nonostante, successivamente, i Comitati abbiano più volte messo sull'avviso le Autorità preposte sulla imprescindibile necessità della VIA (ComitatiTerza1.pdf; ComitatiTerza2.pdf; ComitatiTerzaVia.pdf), non si volle scientemente ottemperare alle indicazioni provenienti dall'Unione europea, neppure di fronte alla decisione della Commissione Ue di adire la Corte di giustizia  (CommissioneUeCorte.pdf). 

La condanna dell'Ue, quindi, esplicitamente sancisce la non validità della Via fatta per finta e affrettatamente da Asm, dopo aver messo in attività l'impianto, complice l'allora ministro dell'Ambiente Matteoli, per cui attualmente la terza linea funzionerebbe priva di autorizzazioni. Ovviamente la vicenda della terza linea non è conclusa, perché i Comitati ritengono che vada interrotta l'attività in attesa di riprendere da capo tutto l'iter autorizzativo e per questo intendono agire a tutti i livelli, sia nei confronti delle responsabilità politiche e dei funzionari preposti, sia presso la magistratura ordinaria e amministrativa (TerzaLinea.pdf).

Emissioni problematiche

Gli sforzi di Comune di Brescia e di Asm, assecondati dalla locale Università, per  rappresentare un inceneritore ad emissioni pressoché zero producono nel 2004 uno studio, per l'appunto ad usum Asm, secondo il quale l'inceneritore e tutto il polo energetico Asm influirebbero per meno dell1% sull'inquinamento dell'aria della città (AriaAsm.pdf). Sarebbe la sanzione "scientifica" di quanto Asm ha sempre sostenuto: che l'inceneritore pulirebbe (sic!) l'aria di Brescia (AsmAriaPulita.pdf). A sostegno di queste posizioni scende in campo nel 2007 anche il presidente di Legambiente di Brescia con una nota critica al volume L'Italia sotto i rifiuti, (LegambienteEmissioni.pdf) alla quale risponderà lo stesso autore (RispostaLegambiente.pdf). La realtà è invece ben diversa ed è stata in diverse occasioni denunciata dai soliti comitati, Cittadini per il riciclaggio e Comitato Ambiente città di Brescia. Fin dai primi anni vengono evidenziate le importanti emissioni a carico dell'inceneritore (EmissioniInceneritore.pdf), ancorché sotto i limiti di legge; questi limiti sono definiti, però, per metro cubo e non in termini assoluti, prescindendo dalla dimensione enorme dell'impianto, e quindi dalle quantità di aria contaminata immessa in ambiente. I Comitati si soffermano, nel 2004, in particolare su anomali picchi di concentrazioni di PCB                     (Emissioni PCB.pdf), inquinanti già oltremodo presenti nei terreni di Brescia per il "caso Caffaro" e torneranno nel 2005 a lamentare le mancate risposte a precisi quesiti sollevati a proposito di diossine e PCB (DiossinePCBInceneritore.pdf). L'obiettivo di queste iniziative è quello di ottenere dei miglioramenti significativi, sia nel controllo delle emissioni (campionamento in continuo dei microinquinanti), sia nella loro riduzione, in particolare con l'installazione di un sistema catalitico (SCR) per l'abbattimento degli ossidi di azoto (NOx), precursori delle polveri fini (PM2,5) e delle nanoparticelle (PM0,1). In effetti, con il 2006, sembrerebbe che anche le Autorità preposte si siano orientate a chiedere ad Asm di procedere alla implementazione di tali dispositivi e sembra che Asm stia realizzando prime sperimentazioni in tal senso (EmissioniRisultati.pdf). Rimane il fatto che 
l'aria di Brescia è fra le più inquinate d'Europa, peggiore di quella di Milano. 

Le favole lucrose del Cip6 e della tariffa 

Lo scandalo del Cip6 è troppo noto. L'Italia, da anni, butta via la maggior parte delle risorse destinate alle energie rinnovabili per finanziare l'incenerimento dei rifiuti e dei residui di raffinazione, le cosiddette "assimilate" (Per saperne di più: ImbroglioCip6.pdf). Asm, per l'inceneritore di Brescia, percepisce circa 60 milioni di euro all'anno, per 8 anni, cioè un totale di 480 milioni di euro (AsmCip6.pdf): una cifra colossale, con cui si potrebbero coibentare le case di Brescia, dotarle di pannelli solari per l'acqua calda e fotovoltaici per l'energia elettrica, con un abbattimento drastico dei consumi energetici; nonché finanziare i Comuni per incentivare una riduzione consistente dei rifiuti e una raccolta differenziata di qualità, e tante cose ancora (non ultima, la bonifica della zona Caffaro). Ma l'altro problema che emerge è che la tariffa pagata dai bresciani per i rifiuti  è del tutto indebita e forse illegale, come i soliti Comitati nel 2005 hanno dimostrato: a Brescia lo smaltimento, grazie ai contributi Cip6,  per Asm non è un costo, ma un ricavo, mentre viene addebitato come se i rifiuti andassero in discarica (AsmTariffa.pdf): un vero scandalo!

  La favola del premio internazionale

Nel 2006 l'inceneritore Asm è proclamato "campione del mondo", avendo vinto il "Wtert 2006 Industry Awart" (AsmCampione.pdf). Sennonché il dottor Francesco Pansera scopre che l'Ente premiatore, Wtert, della Columbia University ha tra gli sponsor la Martin GmbH, Germany, produttrice dello stesso impianto Asm (AsmCampioneFavola.pdf).

La favola della Raccolta differenziata al 40%, in realtà a - 20% 

Come noto, Asm millanta un 40% di raccolta differenziata,mentre in realtà questa, riferita al rifiuto urbano in senso stretto, cioè quello domestico prodotto dalle famiglie, è sotto lo zero. Si tratta di una delle tante “favole” del sistema Brescia. Asm, infatti, ha il problema di alimentare il mega inceneritore possibilmente con rifiuti urbani (che le vengono pagati!) e per incentivarne la produzione ha disseminato per le vie di Brescia cassoni enormi, vere e proprie "discariche stradali" (ImmaginiRD.pdf). Inoltre ha spinto l’assimilazione dei rifiuti speciali provenienti da attività economiche (artigiani, commercianti, ristoratori…) al punto tale da raddoppiare la quantità del rifiuto urbano: così, nonostante il “presunto” 40% di RD, il rifiuto indifferenziato che rimane da trattare nell’inceneritore (“tanti bei soldini”) risulta superiore del 20% al rifiuto domestico prodotto dai bresciani (in sostanza si raddoppiano artificialmente con gli speciali gli Rsu prodotti, da 1 kg/die pro capite a 2 kg,  se ne detrae un 40% di finta RD e si ottiene kg 1,2 da smaltire, ben più del chilogrammo di rifiuto domestico in senso stretto). Insomma un capolavoro di raccolta differenziata alla rovescia (DifferenziataRovescia.pdf). Ciò che sorprende è che Legambiente nel proprio Ecosistema urbano pubblicato ogni anno dal "Sole 24 ore" avvalori questa "illusione ottica" di Asm (DifferenziataLegambiente.pdf).

La paleotecnica dell'incenerimento

In conclusione, proprio il "modello Asm" è la dimostrazione che l'incenerimento è una trappola micidiale, nemica di una corretta gestione dei rifiuti, espressione di quella che Mumford chiamava "paleotecnica": una produzione di rifiuti da record, doppia delle realtà virtuose, con una raccolta differenziata inefficace che non riesce neppure ad intercettare l’incremento di rifiuto prodotto per cui l’indifferenziato da smaltire, con l’inceneritore, è in continuo aumento; una grande quantità di rifiuti, in uscita dall'impianto, in parte anche pericolosi, da collocare in discarica, superiore addirittura all’ipotesi di una gestione corretta senza inceneritore (riduzione e differenziazione spinta); una pressoché irrilevante produzione di energia, conveniente solo perché incentivata dallo Stato ed in regime protezionistico; infine un’aggiunta di inquinamento che, nel caso di Brescia, va a compromettere ulteriormente un ambiente urbano tra i più contaminati al mondo.  Va rilevato, infatti, che anche dal punto di vista energetico la soluzione dell'incenerimento è decisamente svantaggiosa (RifiutiMateriaEnergia.pdf). Ed i conti energetici non tornano comunque, anche se venisse associato al teleriscaldamento di grandi dimensioni, stile pianificazione sovietica, come nel caso di Brescia. 

L'alternativa alla "trappola" dell'incenerimento: 

rifiuti zero

L'alternativa all'incenerimento è nota. L'abbiamo indicata anche a Brescia in un convegno nazionale promosso da Forumambientalista nell'ottobre del 2006 (PiattaformaRifiuti.pdf): politiche efficaci con adeguati incentivi per la riduzione della produzione dei rifiuti, per la raccolta differenziata di qualità con il "porta a porta" e la tariffa puntuale, per il riuso e il riciclaggio dei materiali recuperati; abolizione del Cip6 e riorientamento di queste risorse verso gli enti locali che raggiungono obiettivi virtuosi di qualità, così come in quell'occasione furono puntualmente indicati da Gianluigi Salvador, del Wwf  (WwfRifiutiQualità.pdf).   
Si tratta di una strategia  che si muove verso
la prospettiva rifiuti zero e che non è più solo proposta teorica, ma vede già importanti realizzazioni in particolare da parte del Consorzio Priula di Treviso, formato da circa 219.000 abitanti: riduzione della produzione di rifiuti a 0,9 kg/die/pro capite (a Brescia oltre 2 kg!); raccolta differenziata oltre il 75%, per cui il rifiuto residuo da smaltire è pari 0,22 kg/die/pro capite (http://www.consorziopriula.it/), circa un sesto di quello della città di Brescia e un quinto di quello provinciale. Se a Brescia si applicasse il "modello Priula", senza l'inceneritore, avremmo circa 90.000 tonnellate di rifiuti, per ora, da collocare in discarica, esattamente la metà delle 180.000 tonnellate di scorie prodotte dall'inceneritore Asm (di cui 30.000 di rifiuti pericolosi).


Il "modello Asm" non è la soluzione
all'emergenza rifiuti in Campania.
Diossine nel latte anche a Brescia


All'inizio del 2008, Brescia
si confronta con
l'emergenza rifiuti  in Campania:il "modello Asm" non è la soluzione,  anzi...
CampaniaRelazione.pdf).

La relazione è presentata al convegno scientifico Ambiente e territorio, organizzato, il 23 febbraio 2008,  dall'Assise Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, da Forumambientalista e da Rete Nazionale Rifiuti Zero. (CampaniaConvegno.pdf).

Ed in effetti verso la fine del 2007 ed i primi mesi del 2008 sono emersi a Brescia alcuni problemi inquietanti che avvicinano la situazione di Brescia a quella della Campania.
Si scopre che in 18 aziende agricole collocate a sud dell'inceneritore (a nord ci sono solo abitazioni!) il latte è contaminato dalle 
diossine 
(DiossineLatte.pdf;
DiossineLatte2.pdf). Ovviamente  il Comune di Brescia si affretta ad assolvere da ogni responsabilità il proprio inceneritore.
Sennonché in marzo è costretto a rendere pubblici i risultati di un'indagine su diossine e PCB nell'aria di Brescia
(DiossineAriaBrescia1.pdf): le concentrazioni rilevate sono elevatissime, molto di più che in altre città di confronto, compresa Taranto attorno all'Ilva. Il Comune di Brescia vorrebbe sostenere ancora che il proprio inceneritore non è imputabile. Ma l'indagine è stata effettuata tra il 2 ed il 21 agosto 2007, durante le ferie, quando il traffico è ridotto e le acciaierie sono chiuse, ma l'inceneritore funziona a pieno ritmo...(DiossineAriaBrescia2.pdf)

Il "modello Asm": la scienza al servizio 

della lobby dell'incenerimento

Presentata a Napoli, all'Istituto di studi filosofici,  nel convegno internazionale Scienza e Democrazia - 4, 15-17 maggio 2008, una relazione su come, anche nel caso di Brescia,  la scienza si sia messa al servizio della lobby dell'incenerimento
(ScienzaDemocraziaInceneritori.pdf)

Inceneritori e tumori: tema controverso


Sempre caldo, nel 2008, il dibattito su inceneritori e tumori. Ad Exit, de La 7,  l'oncologo francese Belpomme, autore dell'appello di Parigi su chimica e salute
(ChimicaSaluteParigi.pdf) parla di Veronesi che aveva sentenziato: l'impatto sui tumori è "assolutamente zero".   La posizione critica di Belpomme è confortata dai risultati allarmanti di un'indagine su inceneritori e tumori dell'Istituto di vigilanza sanitaria francese.(InceneritoriTumori.pdf)

Brescia-Napoli rifiuti connection


La "Brescia-Napoli rifiuti connection"  sta surriscaldando il clima politico a Brescia nel già bollente luglio 2008. Venerdì 4, Il sindaco di Napoli Jervolino, con 24 politici al seguito,  viene in visita all'inceneritore Asm di Brescia, accolto dal Presidio di Comitati ed ambientalisti locali: "Vedi Brescia e poi muori!" (AsmJervolinoPresidio.pdf; filmato su http://altrabrescia.ning.com/). L'intento era spiegare alla signora Jervolino  come da Brescia non abbia nulla da imparare  (AsmJervolinoLettera.pdf). La polemica politica intanto è infuocata dalla ventilata ipotesi che nell'inceneritore Asm debbano giungere i rifiuti campani (AsmCampaniaRifiutiConnection.pdf).  Se accadesse, sarebbe un gigantesco business per Asm-A2A (AsmCampaniaRifiutiBusiness.pdf).

L'inceneritore Asm-A2A "campione del mondo".... di emissioni

Presentata, dai Comitati ambientalisti indipendenti di Brescia, alla stampa e alle Autorità una critica  puntuale al Rapporto dell'Osservatorio sul Termoutilizzatore 2006-2007: troppe cose non vanno nelle  emissioni dell'inceneritore Asm (AsmInceneritoreEmissioni.pdf).


Latte alla diossina a Brescia.

Ma l'inceneritore Asm non c'entra...

Nel settembre 2008 sono stati pubblicati dall'Asl di Brescia i  dati sulle diossine nel latte di alcune cascine collocate attorno all'inceneritore Asm. La contaminazione è diffusa e allarmante, ma secondo le "Autorità competenti" l'inceneritore Asm andrebbe assolto ... a priori (DiossineLatteAriaInceneritore.pdf).

L'inceneritore Asm potrebbe spegnersi....

per mancanza di rifiuti

L'11 ottobre 2008 si è tenuto a Brescia un convegno sulle buone pratiche nella gestione dei rifiuti: se venissero applicate a Brescia,  il  rifiuto da smaltire si ridurrebbe a un quinto e si potrebbe quasi del tutto spegnere l'inceneritore Asm (RifiutiBuonePraticheRealizzate.pdf).

L'inceneritore  "campione del mondo"

ha bisogno di una sistematina 

da 100 milioni di euro!


Il 10 febbraio 2009 la stampa (
InceneritoreAsmStampa.pdf) informa che, dopo soli 10 anni di attività, l'inceneritore Asm-A2A ha bisogno di essere sistemato e ammodernato" [!]. Cento milioni  di euro  per mettere, tra l'altro, i  catalizzatori richiesti da sempre dagli  "ambientalisti indipendenti". Davvero una figuraccia per i troppi "turibolanti" di Asm (scienziati, "ambientalisti istituzionali", "Verdi"...) (InceneritoreAsmSistemazione.pdf).

Finisce traumaticamente l'era Capra in Asm


Il 3 giugno 2009 l'ingegner  Renzo Capra, per trent'anni "padre-padrone" di Asm, viene in malo modo mandato a casa. E' la conclusione drammatica di un'era che merita un'attenta 
riflessione (AsmCapra.pdf).  

Emissioni record di diossine

L'Arpa smentisce la propaganda Asm


In sede di Otu del Comune di Brescia, viene resa pubblica la Relazione tecnica dell'Arpa del 28 settembre 2009 nell'ambito dell'attività ispettiva prevista dall'Aia (Autorizzazione integrata ambientale): ebbene risulta che le emissioni di diossine dall'inceneritore Asm-A2A sono almeno 10 volte superiori a quelle normalmente rilevate dal Negri e propagandate dall'azienda; inoltre emerge con chiarezza
il problema delle abnormi dimensioni dell'impianto che ne pregiudicano il funzionamento futuro (InceneritoreAsmArpaAnalisi.pdf).  


Commissariato il Piano provinciale rifiuti

Anche la terza linea per gli urbani

La Regione Lombardia all'inizio del 2010  commissaria il Piano provinciale rifiuti (RifiutiPianoCommissariato.pdf)) per rimuoverne gli eccessivi vincolila Terza linea dell'inceneritore si aprirebbe ai rifiuti urbani, ammazzando la raccolta differenziata. Il commissariamento fa seguito alla Diffida della stessa Regione di qualche mese prima: bruciare rifiuti urbani, anche senza i Cip6, può ancora convenire, non gli speciali che costano  (RifiutiPianoDiffidaTerzaLinea.pdf).Unanime il coro di proteste a Brescia
(RifiutiPianoCommissariatoStampa.pdf)



Emissioni di diossine

Rilievi controversi ed errati della Consulta dell'Ambiente del Comune di Brescia.

Ignorati i veri dati allarmanti dell'Arpa


La Consulta per l'Ambiente del Comune di Brescia enfatizza rilievi controversi ed anche errati sulle diossine nell'aria ambiente del piazzale dell'inceneritore Asm-A2A, mentre ignora del tutto i veri dati allarmanti  sulle emissioni di diossine certificati dall'Arpa nel novembre 2009
(InceneritoreAsmDiossineConsulta.pdf).  
Da segnalare, per il rigore, la nota critica di Marco Caldiroli sulla Relazione dell'Arpa di Brescia
(InceneritoreAsmNotaCaldiroli.pdf).  


Ulteriore conferma: l'inceneritore nemico di una corretta politica dei rifiuti.
Brescia pecora nera nella raccolta differenziata


Produzione di rifiuti esagerata, raccolta differenziata ferma al palo, 5 punti sotto gli obiettivi di legge: questo il quadro che emerge dagli ultimi Rapporti sui rifiuti urbani (dati 2008) resi pubblici recentemente a Roma dall'Ispra e a Brescia dall'Osservatorio provinciale rifiuti
(RifiutiUrbaniBrescia2010.pdf).

Diossine nell'aria di Brescia sud

L'Arpa fa l'impossibile per non coinvolgere l'inceneritore A2A, in omaggio al tabù della sua intoccabilità.

A metà gennaio 2011 viene pubblicata un’indagine dell’Arpa di Brescia sulle diossine a San Polo. (DiossineSanPoloArpa1.pdf; DiossineSanPoloArpa2.pdf). Una lettura critica ne evidenzia limiti e contraddizioni: da un canto l’anomala metodologia adottata non permette di confrontare i dati con precedenti indagini; dall’altro si è fatto l’impossibile per non coinvolgere l’inceneritore A2A, in omaggio al tradizionale tabù. (DiossineSanPoloCommento.pdf)


Brescia sempre peggio nella gestione
dei rifiuti

Comune e Consulta dell'Ambiente protagonisti del fallimento 


Aumento ulteriore della produzione di rifiuti, raccolta differenziata in diminuzione: questi i risultati delle iniziative per la riduzione dei rifiuti  del Comune di Brescia e della Consulta dell'Ambiente
(RifiutiUrbaniBrescia2011.pdf).

Per il megainceneritore 

rifiuti importati da ogni dove


Aumento sfrenato dell'importazione di rifiuti, speciali e urbani, per "compensare" i rifiuti venuti a mancare al forno (e ai guadagni di A2A) con l'adozione in alcuni comuni della Provincia  della raccolta domiciliare "porta a porta"
(InceneritoreRifiutiImportati.pdf).  

Da Parigi per dire che l'inceneritore fa male

"Inceneritore = tumore e morte", è il messaggio che  un giovane ha portato   da Parigi ai bresciani incoscienti (InceneritoreNocivoDenuncia.pdf).  


Con il 2012 rifiuti urbani da mezza Lombardia

per la terza linea dell'inceneritore A2A?

Nel 2012 si esauriscono i Cip6 anche per la terza linea: in arrivo a Brescia  300.000 tonnellate di rifiuti urbani da tutta la Lombardia?  (InceneritoreRifiutiLombardi.pdf 

Si accentua la crisi del Modello Brescia Asm-A2A 

 

Novità clamorose: il "modello Brescia Asm-A2A" fondato  su inceneritore - cogenerazione - teleriscaldamento è  in crisi; mancano i rifiuti e la cogenerazione non è più conveniente. Brescia deve darsi un nuovo progetto, rispetto ad Asm-A2a, sia per la gestione dei rifiuti (InceneritoreCrisi2012.pdf) che per la politica energetica (AsmCentrale2012.pdf 




A luglio una Commissione ambiente del Comune sull'inceneritore, molto, ma molto calda!




Il 10 luglio 2012 si è tenuta la Commissione Ambiente del Comune sull'inceneritore. Per la prima volta, A2A, scandalosamente chiamata a riferire sulle emissioni del proprio impianto al posto dell'Arpa, ha dovuto registrare una generale ostilità: critici e perplessi gli stessi membri della Commissione, contrariati e arrabbiati i cittadini presenti.         (InceneritoreEmissioni2012.pdfInceneritoreEmissioni2012a.pdf;
InceneritoreEmissioni2012b.pdfInceneritoreEmissioni2012c.pdf;
InceneritoreEmissioni2012d.pdf)

Grave e ingiustificabile incidente all’inceneritore Asm-A2A 

 

Mercoledì 8 agosto 2012 una "nuvola nera” si forma sopra il camino dell’inceneritore. Per un banale calo di tensione dell’alimentazione elettrica tutto l’impianto va in tilt e per circa un ora avviene una parziale combustione a basse temperature che provoca anomale emissioni (InceneritoreIncidente2012GdBs0.pdfInceneritoreIncidente2012GdBs1.pdf
InceneritoreIncidente2012GdBs2.pdfInceneritoreIncidente2012BsO1.pdf; InceneritoreIncidente2012BsO2.pdf).  Si paventa una fuoriuscita importante di diossine, per cui la Magistratura ha aperto un’indagine (InceneritoreIncidenteMagistratura.pdf). 

Un primo commento alla Relazione dell'Arpa  (InceneritoreIncidente2012Commento.pdf). 

Fondamentale l'analisi critica dettagliata sul piano tecnico di Marco Caldiroli di Medicina democratica (InceneritoreIncidente2012Caldiroli.pdf). 

 

 

 

 

Una nuova pensata di Asm-A2A:

non riciclare   i rifiuti urbani,

ma le ceneri pericolose

 

A fine agosto 2012 A2A presenta un progetto di “recupero” delle "ceneri leggere”, rifiuti pericolosi,  dell’inceneritore (ImpiantoCeneriA2A.pdf) . Che cosa non si fa per tenere in vita il “cadavere vivente”. Gli ambientalisti indipendenti e Medicina democratica motivano perché l’impianto è dannoso ed inutile (ImpiantoCeneriOsservazioniCaldiroli.pdf
ImpiantoCeneriOsservazioniCeraniRuzzenenti.pdf). 

Effettivamente A2A sta esagerando nello sfruttamento dell'ambiente bresciano (InceneritoreA2ATroppoStroppia.pdf). Sempre in quel bollente agosto A2A teleriscalda la città!  (BresciaEstate2012Teleriscaldata.pdf)

Perché attorno all’inceneritore non si indagano le diossine come prescritto dalla Regione Lombardia?

Il Coordinamento dei Comitati ambientalisti della Lombardia chiede che vengano svolte indagini su vegetali, uova… sui terreni intorno all’inceneritore Asm-A2A, come richiesto dalla Regione Lombardia. Grave l’inadempienza dell’Asl di Brescia (InceneritoreAslRicercaDiossine.pdf).

 Finalmente un’indagine dell’Arpa sull’inceneritore A2A che ne evidenzia le pecche

 

Il 5 febbraio  2013 viene resa pubblica la Relazione definitiva dell’ispezione dell’Arpa all’inceneritore A2A-Aprica, già Asm: troppi i rilievi e le inadempienze per un impianto celebrato come “il migliore del mondo” (InceneritoreArpa2012Commento.pdf). 

E l’Arpa ribadisce i propri rilievi 

sul malfunzionamento dell’inceneritore A2A

 

Il 7 febbraio  2013 l'Arpa, in un confronto diretto con A2A presso il Comune di Brescia, ribadisce, senza sconti, i propri rilievi sul cattivo funzionamento e sull'inadeguata gestione dell'inceneritore A2A
(
InceneritoreArpa2013BsO.pdf, InceneritoreArpa2013GdBs.pdf).


Ma per l'Asl di Brescia l'inceneritore è un tabù 

Diffida per le mancate indagini

 

Il 3 luglio 2013, i Comitati presentano alla stampa la Diffida inviata all'Asl perchè si rifiuta ancora una volta di svolgere le indagini, chieste dalla Regione, sulle diossine nei prodotti orticoli attorno all'inceneritore A2A. L'Asl sembra essere rimasta a Brescia l'ultimo giapponese  in difesa strenua dell'inceneritore. (InceneritoreDiffidaAsl2013.pdf).


La nuova Aia per l'inceneritore A2A 

Chiudere la terza linea

Il 5 novembre 2013, i Comitati presentano le Osservazioni alla nuova Aia richiesta da da A2A-Aprica per l'inceneritore: chiudere la terza linea, inutile e dannosa alla salute (InceneritoreApricaAiaComitati.pdf)



Miracolo a Brescia!
Tutti gli ambientalisti per chiudere la terza linea
dell'inceneritore A2A e per il "porta a porta"

Tra dicembre 2013 e gennaio 2014 si sviluppano importanti mobilitazioni contro il mostro di A2A, finchè tutti gli ambientalisti bresciani ne chiedono il superamento, con una raccolta differenziata di qualità e con il riciclo (InceneritoreTerzaLineaRd2014.pdf).

Nasce il Forum per un ciclo dei rifiuti sostenibile formato da tutti gli ambientalisti locali

 

Il Forum, ai primi di aprile 2014, chiede un incontro urgente a  tutte le autorità per discutere sul futuro dell'inceneritore A2A (Inceneritore2014ForumIncontroAutorità.pdf), sulla base della piattaforma unitaria (Inceneritore2014ForumPiattaforma.pdf) e avendo condiviso l'analisi dei risultati della Conferenza dei servizi sull'Aia (InceneritoreForumCommentoAia2014.pdf).