Lorenzo Tomatis,
il grande scienziato che ha
diretto per un decennio l'Istituto di Ricerche sul Cancro
dell'Oms, scomparso a Lione all'età di 78 anni, il 21
settembre 2007, ci ha lasciato un'eredità di inestimabile valore
per la nostra lotta contro il degrado dell'ambiente, per
l'equità sociale e per la tutela della salute dei lavoratori e
dei cittadini. (TomatisRicordo1.pdf; TomatisRicordo2.pdf; TomatisEpidemiologia.pdf).
Anche nel nome di Tomatis, il 24 novembre 2007, si è tenuto
a Brescia un convegno organizzato dal Coordinamento dei Comitati
Ambientalisti della Lombardia e dalla Consulta per l'Ambiente del
Comune di Brescia, Vivere sani in un mondo malato: la grande illusione.
Hanno presentato relazioni di grande interesse: la dottoressa Patrizia Gentilini, onco-ematologa Isde Italia, (AmbienteSaluteGentilini.pdf); il dottor Giancarlo Rasconi, medico del lavoro, Comitato Ferrara Città Sostenibile; (AmbienteSaluteRasconi.pdf); la dottoressa Nadia Marcobruni, pneumologa (AmbienteSaluteMarcobruni.pdf); il dottor Fulvio Porta, pediatra - oncologo (AmbienteSalutePorta.pdf)
Brescia come la Campania?
Il
2008 si è aperto con la disastrosa emergenza rifiuti in
Campania. Il "modello Brescia" è stato proposto come la vera
soluzione: supertecnologico
e superefficiente, basato su un megainceneritore; decine di piattaforme per rifiuti
speciali; discariche in quantità.
Ma
è davvero un'alternativa? A Brescia, come in Campania, si
"smaltisce" la stessa quantità pro capite di rifiuto urbano, si
trattano milioni di tonnellate di rifiuti speciali in gran parte
importati, mentre decine di milioni di tonnellate sono già
tumulati nei terreni. A Brescia i rifiuti sono "smaltiti con le
migliori tecnologie" e non sversati nei campi o per strada, come in
Campania.
Ma
"smaltiti" non significa che i rifiuti scompaiono, si trasformano, in
sostanze a volte più nocive. Ritroviamo allora,
sorprendentemente, alcune emergenze sanitarie che accomunano Brescia alla Campania:
un'alta incidenza di tumori al fegato (Tumorifegato.pdf)
Del
resto, anche le indagini compiute in seguito al "caso Caffaro" hanno
portato sempre più in evidenza il problema degli effetti sanitari (CaffaroTumori.pdf). Comunque
in generale la provincia di Brescia presenta alti tassi di
ospedalizzazione, di diverse patologie e di tumori (SaluteMalattieTumoriBrescia.pdf)
Ciononostante, il Registro tumori dell'Asl di Brescia ha sempre teso a minimizzare questa emergenza, sottovalutando o ignorando del tutto le possibili cause ambientali
di un'incidenza superiore alla media nazionale di diverse tipologie di
tumori a Brescia. Ma del Comitato scientifico del Registro tumori
dell'Asl faceva parte l'ingegnere Renzo Capra, presidente di
Asm, la grande azienda energetica, ora A2A, che gestisce in piena
città il più grande inceneritore di rifiuti di Europa ed
una centrale a carbone priva di catalizzatori. L'evidente
indecoroso conflitto di interessi suscitò la vivace protesta
degli ambientalisti bresciani (AslAsmTumori2.pdf) costringendo finalmente l'Asl ad escludere dal proprio Registro tumori l'imbarazzante presenza del Presidente di Asm (Asl di Brescia, Delibera n. 166 del 18 marzo 2008 AslAsmTumori3.pdf).
Inceneritori e tumori: tema controverso
Sempre caldo, nel 2008, il dibattito su inceneritori e tumori. Ad Exit, de La 7, l'oncologo francese Belpomme, autore dell'appello di Parigi su chimica e salute (ChimicaSaluteParigi.pdf) parla di Veronesi che aveva sentenziato: l'impatto sui tumori è "assolutamente zero". La posizione critica di Belpomme è confortata dai risultati allarmanti di un'indagine su inceneritori e tumori dell'Istituto di vigilanza sanitaria francese. (InceneritoriTumori.pdf)
Secondo convegno su Ambiente e salute
Il 17 ottobre 2009, a Brescia si tiene un secondo
importante Convegno su Ambiente Salute (AmbienteSaluteConvegno2009.pdf) con
la partecipazione di Ernesto Burgio, Comitato scientifico Medici per
l'Ambiente, (AmbienteSaluteBurgio2009Selez.pdf), di Gianni
Tamino, biologo
dell'Università di Padova (AmbienteSaluteTamino2009.pdf) e
di Fulvio Porta, primario di Oncoematologia pediatrica all'Ospedale di Brescia (AmbienteSalute2009Stampa.pdf). :
Indagine di epidemiologia ambientale
sull'Alto Mantovano
Un esempio per Brescia
Il 25 novembre 2009, l'Asl di Mantova licenzia un Primo rapporto di un'Indagine di epidemiologia ambientale sull'Alto Mantovano
(TumoriAltoMantovano.pdf), corredata da una serie di indagini ambientali dell'Arpa
(emissioni industriali, aria, acque superficiali e di falda, suolo,
bonifiche) con relativi interventi di prevenzione primaria effettuati e
da realizzare (ArpaMn1.relazioneintermedia.pdf; ArpaMn2.RQAMedole.pdf;
ArpaMn3.Acquesuperficiali.pdf; ArpaMn4.Acquesuperficiali.pdf;
ArpaMn5.Emissioni.pdf; ArpaMn6.Bonifiche.pdf; ArpaMn7.ELF.03.pdf).
Questo lavoro di indagine è di grande rilevanza e di interesse anche per il Bresciano, essenzialmente per due ragioni:
la prima, di natura metodologica, fa sì che questo lavoro, scientificamente rigoroso, possa servire da modello per
quelle indagini che da sempre auspichiamo per il territorio bresciano,
a partire dalla città e dall'hinterland
intensamente industrializzato e dalle aree che, per la dispersione
di rifiuti speciali in grandi quantità (ad esempio Montichiari),
hanno subito i maggiori insulti;
la seconda, esplicitamente proposta dall'Asl di Mantova, è data dal fatto che questo lavoro dovrebbe completarsi con un'indagine analoga che "coinvolgesse anche il territorio bresciano confinante",
essendo pacifico che l'inquinamento ambientale non rispetta i confini
amministrativi e che, se Castiglione delle Stiviere si trova
in una condizione critica in particolare per tumori al fegato e
leucemie, è ipotizzabile che ciò avvenga in
continuità con il territorio immediatamente a monte, della
porzione sud-est del Bresciano.
I Comitati hanno quindi incontrato, tra febbraio e marzo 2010, sia l'Asl che l'Arpa di Brescia per proporre con forza che anche a Brescia, a partire dalla zona di Montichiari, si procedesse con un'Indagine ambientale ed epidemiologica coerente con la metodologia di Mantova
(AmbienteBresciaAslEcologia2010.pdf; AmbienteBresciaArpa2010.pdf).
Brescia
Record negativo di morti per tumore
Il
21 dicembre 2009, "Il Sole - 24 ORE" pubblica il rapporto sulla Qualità
della vita 2009, dal quale emerge che Brescia si trova all'ultimo
posto della classifica delle province italiane per la
più elevata percentuale di morti per tumore su tutti i
decessi (TumoriQualitàVita2009.pdf), un record davvero poco invidiabile.
A Seveso la diossina provoca tumori
a Brescia invece è innocua
A
Seveso, recenti indagini hanno evidenziato un eccesso di tumori (in
particolare leucemie e linfomi) fra gli abitanti colpiti dalla nube di
diossina nel 1976 (TumoriDiossineSevesoCorriere.pdf; TumoriDiossineSeveso.pdf).
A Brescia, invece, l'Asl locale continua ad accreditare che
la diossina risulti del tutto innocua ai cittadini della zona
Caffaro che presentano livelli di contaminazione nel sangue
da record assoluto.
A
San Polo maggiori i danni alla salute
per la popolazione che nel
resto della città
L’Asl di Brescia, il 25
giugno 2010, ha reso pubblici i risultati di alcune Indagini
di approfondimento sullo stato di salute della popolazione del quartiere San
Polo di Brescia, da cui sono emersi alcuni dati allarmanti
(IndagineSanPoloStampa.pdf; IndagineSanPoloMorti.pdf; IndagineSanPoloRicoveri.pdf)
In genere si rileva un eccesso di mortalità
per le malattie respiratorie non tumorali, come polmoniti per i maschi e bronchiti croniche, asma ed enfisema per le
femmine; per queste ultime emerge anche un eccesso di morti, statisticamente
significativo per il tumore al fegato, con 6 morti osservate contro 1,8 attese
“L’analisi dei dati per fascia di età mostra tra i
residenti a San Polo rispetto al resto della città i seguenti risultati:
• maschi: bambini (0-14): malattie
respiratorie +33%; adulti: malattie respiratorie +20%; tumori della
vescica +73% (28 casi osservati contro 16 attesi); anziani: tumori del
fegato +54% (20 casi, contro 13 attesi).
• femmine: adulti: malattie
respiratorie +39%; anziani: tumori del fegato +199%”.
L’Asl di Brescia si è impegnata a proseguire le
indagini, “per approfondire le conoscenze in merito alle eventuali cause degli
eccessi riscontrati nelle analisi condotte […] su due fronti:
1. la ricerca di eventuali cause ambientali
2. la ricerca di eventuali rischi connessi con
stili di vita, fattori socio-economici e occupazionali e altri”.
Sembra
comunque arduo escludere una correlazione tra danni alla salute e inquinamento
ambientale. Va ricordato, infatti, che la zona di San Polo è nota per essere
interessata da diverse fonti di inquinamento ambientale (una grande acciaieria
da forno elettrico, Alfa Acciai; una
piattaforma per rifiuti speciali, anche pericolosi, Ecoservizi; inceneritore e
centrale a carbone di a2a, già Asm; autostrada e tangenziale sud), cui si
voleva aggiungere una discarica di amianto, per ora bloccata dalla protesta
popolare. La stessa zona da anni è stata, inspiegabilmente, privata di una
centralina per la rilevazione della qualità dell’aria, funzionante solo per un
breve periodo, centralina di cui i Comitati ambientalisti dal 2006 chiedono
all’Arpa di Brescia il ripristino.
I bambini sono le prime vittime
di un ambiente inquinato
“L’esposizione precoce e quotidiana a
un inquinamento sempre più capillare e, in particolare, a metalli pesanti,
benzene, idrocarburi poliaromatici, diossine e particolato ultrafine determina
uno stato di instabilità del nostro genoma e pone le premesse alle
mutazioni che danno origine ai tumori”. E’ questo in
sintesi l’allarme che lancia in un breve, ma intenso saggio Ernesto Burgio,
pediatra, coordinatore del Comitato scientifico dell’Isde.
(InquinamentoBambiniSalute.pdf).
Anche da altre fonti si conferma che sono in particolare i bambini a soffrire per l'inquinamento ambientale: allarmata la denuncia ai primi di febbraio 2011 della Società italiana di Pediatria per i danni provocati dalle M10 (SaluteBambiniPM10.pdf); nel contempo si conferma il continuo aumento dei tumori infantili, in particolare nel primo anno di vita e nella provincia di Brescia
(SaluteBambiniTumoriBrescia.pdf).
PM10 e salute
Diversi studi confermano i danni dello smog
L’importanza dei
danni alla salute delle PM10 e dello smog emerge con sempre maggior evidenza.
Al fondamentale lavoro di ricerca su 13 città italiane, pubblicato dall’Apat
nel 2007 (PM10Apat2007.pdf), si sono aggiunti, nell’estate
2010, due altri studi licenziati dal Politecnico di Milano e
dall’Università Bicocca, sempre di Milano. Secondo il primo, un’esposizione
a livelli elevati di PM10 per 7 giorni provocherebbe la riprogrammazione del
Dna con probabili effetti sullo stesso genoma umano (PM10PolitecnicoDna.pdf). La ricerca licenziata
dall’Università di Milano Bicocca (PM10BicoccaDanniSalute.pdf) ha approfondito sia la composizione
del particolato qualitativamente diversa tra il
periodo invernale e quello estivo, (PM10BicoccaComposizione.pdf), sia i diversi effetti sulla salute,
studiati attraverso indagini epidemiologiche, o in vitro in laboratorio (PM10BicoccaRisultatiVitro.pdf). Un ulteriore studio dell'Università di Cambridge mette in evidenza come lo smog possa interferire sul DNA (SaluteSmogDna.pdf).
La sensibilità chimica
multipla
e altre malattie correlate
all’ambiente
Da un gruppo di cittadini delle
province di Brescia e Cremona. rappresentanti di molti pazienti affetti da malattie assai diffuse (circa il 7% della
popolazione), ma purtroppo altrettanto sconosciute, come la sensibilità
chimica multipla (MCS), la fibromialgia (FM) e l'encefalomielite mialgica
(CFS), ci è stato chiesto di far conoscere il loro problema.
Lo facciamo volentieri, anche perché queste
patologie sono strettamente legate ad ambienti inquinati. Segnaliamo quindi due
siti:
- uno nazionale, dell’associazione Amica,
www.infoamica.it;
- uno locale del dr. Lorenzo Bettoni, che
opera presso l'ospedale di Manerbio
-BS-, esperto in queste malattie, www.lorenzobettoni.it.
Il "picco" della salute
Non c'è solo il "picco" del petrolio, ma, come ci spiega l'oncologa Patrizia Gentilini, anche il "picco" della salute: sulla base di dati di fonte Ue, scopriamo che a un certo punto, mentre continuava ad aumentare la speranza di vita, è cominciata a diminuire la speranza di vita in condizioni di salute. Questa inversione o "picco" si colloca nel 2003. (SalutePicco.pdf).
L'Asl di Brescia smentisce se stessa
I PCB della Caffaro fanno male alla salute
Dopo
che per anni l'Asl di Brescia ha affermato che i PCB non fanno male
alla salute, una rivista internazionale pubblica uno studio sul "caso
Caffaro" da cui emerge un'associazione tra PCB nel sangue e Linfoma
non-Hodgkin. (CaffaroAslPCBSalute.pdf; CaffaroPCBLinfomiNH.pdf).
Salviamo
l’uomo dagli inquinanti ambientali
La Società svedese per la Conservazione della
Natura ha pubblicato nel 2011 un interessante documento
(purtroppo in inglese) dal titolo molto significativo, Salviamo l'uomo - Interferenti
endocrini (EDCs) e tossicità nella riproduzione
(SaluteRiproduttivaUmanaeInquinanti.pdf).
La capacità dell'uomo di riprodursi è seriamente
minacciata. In particolare è in pericolo la fertilità dell'uomo. Dopo aver
lavorato per decenni in campagne per salvare il falco pellegrino, l'aquila
dalla coda bianca e altre specie dagli inquinanti sparsi
nell'ambiente, la Swedish Society for Nature Conservation
sta ora lanciando una nuova campagna: Salviamo l'uomo!
Gli
interferenti endocrini che minacciano la fertilità maschile sono diversi e,
purtroppo, ormai largamente diffusi in ambiente e nella catena alimentare:
pesticidi, come l’esaclorocicloesano, insetticidi, fungicidi, i metalli pesanti, metilmercurio, idrocarburi
policiclici aromatici, sftalati, DDT, PCB, diossine, bisfenolo,
nono/octofenolo… Molte di queste sostanze supertosssiche sono purtroppo
familiari ai bresciani, eredità indesiderata in particolare della Caffaro, ma
non solo.
Brescia
sempre ricca, ma si vive male
Il 3 gennaio 2012, "ItaliaOggi7" pubblica il rapporto sulla Qualità
della vita 2011:
a Brescia gli affari reggono bene, ma crollano ambiente, salute e coesione sociale. (BresciaQualitaVita2011.pdf).