Nuova grave emergenza ambientale nello stabilimento Caffaro


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  • Data di creazione 26 Dicembre 2019
  • Ultimo aggiornamento 11 Maggio 2023

Nuova grave emergenza ambientale nello stabilimento Caffaro

Tutti sembrano sorprendersi. Ma se una fabbrica che ha prodotto molte delle sostanze più tossiche del secolo scorso viene abbandonata per un decennio senza alcuna cura è ovvio che sparga per ogni dove inquinanti. Solo ora il bubbone viene alla luce, quando l’Arpa viene sollecitata a buttarci un occhio per valutare l’adeguatezza (o meglio l’inadeguatezza) del Piano Operativo di Bonifica predisposto dal Commissario Caffaro, che ovviamente dovrebbe partire dalla rimozione della vecchia impiantistica e quindi dalla previa conoscenza “caratterizzata” dello stato della stessa.

E pensare che il Commissario Caffaro, Roberto Moreni, entrato in funzione nel 2015, aveva vantato di volersi occupare solo del sito industriale, abbandonando a se stessi i terreni inquinati esterni alla Caffaro, dove vivono i cittadini esposti a diossine e PCB, che voleva addirittura escludere dal Sin. Non era forse suo dovere prendere subito contezza dello stato degli impianti e intervenire per tempo almeno per tamponare le dispersioni inquinanti in atto?

Peraltro, il palleggio di responsabilità con il Commissario liquidatore Cappelletto non pare particolarmente opportuno, viste le puntuali precisazioni sulle “responsabilità” che lo stesso ha voluto esporre in una lettera pubblica e che riportiamo di seguito.

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